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Windows 10: come vanno le cose a un anno dal debutto

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Al primo compleanno di Windows 10 la fotografia della sua diffusione tra le imprese ha luci e anche ombre: chi lo usa è complessivamente soddisfatto ma molte aziende non hanno nemmeno piani per la sua implementazione

Esattamente un anno fa debuttava Windows 10, destinato secondo Microsoft a dare una forte spinta positiva al rinnovamento tecnologico e funzionale nella vita digitale sia degli utenti consumer sia delle imprese. Da allora le cose non sono andate sempre come speravano a Redmond e per vari motivi quel simbolico obiettivo iniziale di Windows 10 su un miliardo di dispositivi non lo vedremo probabilmente mai.

A fotografare la diffusione di Windows 10 nel settore che interessa di più i partner Microsoft e gli analisti – ossia le aziende – ci pensa ora una indagine di SpiceWorks che alla fine di giugno ha coinvolto circa 900 professionisti IT equamente divisi tra USA e regione EMEA. Lo scopo era capire la loro percezione del sistema operativo e delle opportunità, ma anche dei problemi, che presenta in azienda.

A un anno dal lancio, dice l’indagine, il 38 percento delle aziende del campione ha adottato più o meno diffusamente Windows 10. L’adozione è quasi equamente divisa tra un’adozione “vera” in produzione (58 percento di chi usa Windows 10) e una di test (il restante 42 percento). I tassi di diffusione del nuovo sistema operativo variano per area geografica (in testa USA ed EMEA con il 39 percento), per dimensione d’azienda (male le piccole al 29 percento, meglio le grandi con un picco del 51 tra 251 e 500 postazioni) e per settore applicativo (prevale il software al 51 percento, in coda la PA al 39).

Le singole funzioni più apprezzate dagli utenti di Windows 10
Le singole funzioni più apprezzate dagli utenti di Windows 10

Cosa ha spinto finora le aziende a puntare su Windows 10? Il motivo principale (66 percento di citazioni) non è un elemento tecnico, ma il fatto che l’aggiornamento fosse gratuito. Le ragioni più “tecniche” e tradizionali vengono dopo: nell’ordine prestazioni migliori, fine vita dei sistemi operativi precedenti, nuove funzioni, adozione di nuovi device, requisiti di sicurezza, richiesta degli utenti e requisiti di compatibilità software.

E nonostante possa sembrare un dettaglio, il ritorno del menu Avvio è la singola funzione più apprezzata dal campione (92 percento di citazioni). Ancora meglio della maggiore sicurezza (87 percento) e del ciclo di aggiornamento più rapido (77 percento).

Ma nessun aggiornamento è privo di problemi e anche Windows 10 ha i suoi che hanno creato e continuano a creare più di un grattacapo ai professionisti IT che l’hanno adottato. Si tratta soprattutto (56 percento di citazioni ma nelle grandi imprese sale al 67) dei problemi di compatibilità hardware e software con l’esistente, seguiti dal fatto che il processo di aggiornamento richiede troppo tempo (45 percento) e dalla mancanza di controllo sugli aggiornamenti successivi del sistema (37 percento).

I fattori che inibiscono l'adozione di Windows 10
I fattori che inibiscono l’adozione di Windows 10

Non si tratta di problemi da sottovalutare perché sono tra quelli maggiormente citati dal 62 percento del campione che invece Windows 10 non l’ha ancora implementato in alcun modo. Se il motivo principale di questo disinteresse è che gli altri sistemi operativi attualmente in uso vanno più che bene (lo dice il 67 percento di chi non usa Windows 10), a seguire ci sono proprio i problemi di compatibilità (47 percento) e il poco controllo sugli aggiornamenti (36 percento).

E la situazione non sembra sbloccarsi. Chi non usa già Windows 10 non ha fretta di adottarlo: solo l’11 percento intende farlo entro un anno e ben il 42 percento non ha nemmeno piani in merito. Fatti i conti sulle percentuali, questo significa che un quarto (il 26 percento, per la precisione) delle aziende coinvolte nell’indagine non ha pianificato nulla riguardo a Windows 10. Delegando di fatto l’aggiornamento all’adozione di nuovi prodotti hardware che Windows 10 l’avranno già preinstallato.