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Microsoft ammette forzature nell’aggiornamento a Windows 10

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Chris Capossela torna sulla vicenda degli upgrade “forzati”: si poteva comunicare meglio

È passato del tempo, ma alla fine Microsoft ha ammesso che la procedura di aggiornamento “forzato” a Windows 10 è andata un po’ oltre quello che sarebbe stato necessario, nel suo proporsi costantemente e non sempre con sufficiente chiarezza. L’ammissione – la prima di questo tipo – è stata fatta direttamente da Chris Capossela, Chief Marketing Officer della casa di Redmond, durante un’intervista e si riferisce in particolare a un dettaglio che negli USA ha generato addirittura cause legali.

Il motivo del contendere è legato al comportamento di un box di dialogo che è stato usato nella campagna di promozione dell’aggiornamento gratuito che ha seguito il lancio di Windows 10. Il box di dialogo, che molti di noi hanno visto, mostrava un messaggio che chiedeva di programmare lo scaricamento e l’installazione di Windows 10.

Inizialmente questo messaggio pop-up poteva essere ignorato cliccando sulla classica “X” rossa, ma a un certo punto e per circa un mese Microsoft ha modificato il comportamento del pop-up e cliccare sulla X rossa significava sì chiudere il messaggio ma anche accettare l’aggiornamento suggerito a Windows 10. Gli utenti hanno rilevato questa novità e hanno protestato, motivo per cui Microsofr l’ha eliminata.

Windows 10 update
Windows 10 update

Questo però non ha impedito le per noi insolite cause legali all’americana quando si tratta di difesa dei consumatori. Per il comportamento improprio del pop-up Microsoft è stata anche obbligata a pagare un indennizzo di diecimila dollari a una utente californiana. E non è stato nemmeno l’unico problema legato agli aggiornamenti Windows 10: di recente ad esempio un update ha provocato problemi alla gestione del Wi-Fi del sistema operativo ed è stato corretto da un aggiornamento seguito dopo pochi giorni.

Chris Capossela, che nell’intervista ha parlato dei peggiori “momenti no” di Microsoft nel 2016, ha ammesso che la questione pop-up poteva essere evitata. Già poche ore dopo dal rilascio del pop-up poco chiaro “sapevamo che eravamo andati troppo oltre e che ovviamente ci sarebbe voluto del tempo per distribuire un aggiornamento che cambiasse quel comportamento”.

La pubblicità negativa che ne è seguita è stata “dolorosa” secondo Capossela, perché molto utenti si sono ritrovati con il loro PC aggiornato senza volerlo e in alcuni casi senza la possibilità di riportarlo alla versione precedente del sistema operativo.