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Gli ultrabook dal dire al fare

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

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I costruttori di PC – Acer, Lenovo, Asus – hanno limitato le unità in produzione di notebook ultra portatili. I loro timori e la spinta di Intel

Dopo gli annunci, la realtà: Asus, Acer e Lenovo stanno limitando le quote di produzione dei cosiddetti ultrabook sotto la pioggia di rapporti di mercato che indicano che le vendite di portatili non riprenderanno nel questo trimestre e stante la preoccupazione che anche in questo segmento Apple sia la dominatrice con i suoi MacBook Air.

In sostanza Acer, Asus, Lenovo e Toshiba passeranno l’autunno a valutare l’interesse del mercato nel segmento degli ultrabook limitandosi a consegnare meno di 50 mila unità. Se ce ne fosse bisogno, è questa un’ulteriore prova di come i costruttori siano stati piuttosto lenti nell’abbracciare questo form factor per i portatili, benché spinti a spada tratta da Intel con gli annunci dello scorso maggio.

Nel fattempo Intel si è attivata per incoraggiare i produttori ad adottare gli ultrabook. I costruttori sono rimasti scottati diverso tempo fa quando Intel spinse nel mercato consumer i notebook molto sottili dotati di chip Ultra Low Voltage che non hanno mai attecchito sul mercato. A questo si accompagna la difficoltà di mantenere il prezzo dei portatili sotto i mille dollari come prometteva Intel ai costruttori. Sullo sfondo, poi, sta il desiderio di attendere fino al 2012 quando Intel rilascerà i chip Ivy Bridge che sono essenzialmente una versione più piccola degli attuali processori Sandy Bridge.

Intel propone un panorama di offerta in cui i portatili della classe ultrabook combinino prestazioni e affidabilità dei notebook tradizionali con caratteristiche funzionali da tablet come l’accensione istantanea o il touch screen. Nelle previsioni di Intel gli ultrabook costituiranno il 40 per cento di tutti i notebook venduti entro la fine del prossimo anno. Per realizzare questo obiettivo Intel non ha esitato a mettere in campo anche un fondo da 300 milioni di dollari da parte di Intel Capital a disposizione dei costruttori disposti a investire nella produzione di ultrabook.

Secondo alcuni analisti, gli ultrabook sono l’estrema modalità per Intel e la sua architettura X86 di farsi largo nel segmento dei dispositivi mobili dove attualmente domina il design ARM con chip realizzati da Nvidia, Samsung, Texas e Qualcomm. Fino a questo momento smartphone e tablet sono tutti basati su architettura ARM.

Intel si attende gli effetti positivi di Atom sui dispositivi che andranno in vendita nel prossimo anno, ma per il momento nessuno di essi è sul mercato. Apple, che già colonizza il segmento dei notebook ultrasottili, basa la maggior parte dei suoi prodotti per la mobilità su ARM e dispone di un team di sviluppo interno che lavora su ARM. Intel da parte sua sta sviluppando una strategia graduale sugli ultrabook: il secondo passo saranno i sistemi con Ivy Bridge nel 2012. Poi sarà la volta dei processori Haswell nel 2013. Ma le condizioni di mercato non sono favorevoli: IDC e Gartner si attendono che che le vendite dei PC continuino a ridursi per tutto il restante 2011 in sintonia con la riduzione degli acquisti dei consumatori.

Per saperne di più leggi anche: L’invasione degli ultrabook