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Il riconoscimento del volto diventa standard sui portatili

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Dopo Lenovo, tocca ora a Toshiba generalizzare la disponibilità della nuova tecnologia sulla gamma Satellite

I costruttori di pc stanno progressivamente integrando sulle nuove macchine portatili le tecnologie di identificazione degli utenti basate sul riconoscimento del volto. Già dall’inizio dell’anno, Lenovo la propone su un modello della linea IdeaPad (U110), ma ora Toshiba ha deciso di generalizzarla su tutta la nuova gamma Satellite (modelli L300, L350, A300, P300 e U400).

Per funzionare, il riconoscimento del volto deve necessariamente far uso di una webcam, periferica che ormai è fornita standard su molte gamme di portatili. Oltre alla risoluzione della camera (si parte da 0,3 megapixel sul L300 di Toshiba), l’efficacia del sistema si fonda essenzialmente sul software fornito con la macchina. A esso è demandata la delicata missione di comparare il volto dell’utente che cerca di connettersi a quello di coloro che hanno l’autorizzazione a utilizzare la macchina. Naturalmente, i titolari devono aver prima registrato la propria immagine sul portatile. Questa operazione richiede il rispetto di un protocollo particolare, che varia da un sistema all’altro.

Il software fornito da Toshiba domanda a ogni utente di ruotare lentamente la testa da sinistra a destra e poi dall’alto in basso davanti alla camera, In un paio di minuti vengono registrare una decina di immagini per ogni persona autorizzata. In seguito, per accedere al portatile, basta posizionarsi davanti alla webcam e non muoversi per circa quattro secondi. Una volta riconosciuti, è possibile aprire una sessione di Windows Vista.

Nel caso di Lenovo, la procedura è simile, ma non bisogna muoversi in sede di prima registrazione dell’immagine. Il software individua le pupille e digitalizza poi il resto del viso, in circa trenta secondi. Come nel caso delle impronte digitali, esiste comunque la possibilità di memorizzare una password, poiché può accadere che, in determinate condizioni, la macchina non possa riconoscere l’utente attraverso il suo viso. La stessa Toshiba, tuttavia, sottolinea che il riconoscimento del volto non è da solo sufficiente a garantire la sicurezza della macchina e ne sconsiglia l’uso solitario quando il portatile ospita dati o applicazioni critiche.