Data storageEnterpriseWorkspace

Il cloud computing al centro di una nuova Microsoft

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

Follow on: Google +

Lo slogan di Ballmer è stato “nel cloud computing noi ci siamo” : al via una nuova Microsoft focalizzata sul cloud computing. Una strategia che va tradotta e adattata anche per il mercato italiano

La competizione tra Google e Microsoft si riaccende . Steve Ballmer , Ceo di Microsoft , ha annunciato durante il discorso del 4 marzo alla University of Washington   che la fonte principale di ispirazione per i nuovi prodotti e i nuovi servizi di Microsoft, partirà d’ora in avanti dal cloud.  “ Questa è una scommessa per la nostra società , ha detto Ballmer. “ Il nuovo slogan è “We’re all in”.
L’intervento americano di Ballmer è stato ripreso e contestualizzato anche per l’Italia dalla prima linea di Microsoft coinvolta con i suoi prodotti e i suoi servizi in quella che Will A. Golding, alla guida della Business & Marketing Organization, ha definito una rifondazione di Microsoft sul cloud computing, dove prima esisteva una galassia di prodotti già orientati al cloud , ma presenti in modo disperso. L’interpretazione autentica dell’intervento di Ballmer è quella di un discorso di affermazione della strategia in corso di Microsoft sul cloud computing. Anche in Italia, ha detto Golding : “ We’re all in “. Tuttavia “ il termine cloud è quello che usiamo al momento , ma può anche cambiare “.
Ma come interpretare l’intervento di Seattle ? “ La miglior difesa è l’attacco – risponde Golding . Non siamo in anticipo , ma neanche in ritardo “ rispetto alla concorrenza ( ad esempio Google o Salseforce.com). Anzi, “ credo che siamo in linea con quello che vogliono partner e clienti “ di Microsoft.
Qualche esempio , prima di parlare della piattaforma Azure, deriva da quello che in Microsoft chiamano BPOS  , ossia Business Productivity Online Suite, oppure dai nuovi sviluppi di SharePoint  verso le soluzioni in the cloud che saranno esplicitati questa settimana a Milano.
La posizione di Microsoft su Office , il suo applicativo di punta, è chiara: in risposta alle sfide presentate dalle Google Apps Microsoft pianifica di rendere una porzione di Office 2010 una piattaforma d produttività cloud based , per alcuni aspetti gratuita. Gli utenti di Windows Live saranno messi in grado di accedere a una versione ridotta online di Word, Excel, PowerPoint o e One Note. Ma gli utenti che vogliano le funzionalità piene di Office 2010 dovranno sempre dotarsi di una versione a pagamento basata su desktop. Un altro esempio ricorrente riguarda un servizio di Windows Live , Skydrive, per lo storage online dei dati. Il cloud computing diventerà quest’anno un ‘offerta cruciale per la crescita di Microsoft con Windows Live, che offre servizi cloud, e Office 2010   ,che abilita anche sulla piattaforma Office le applicazioni web in cloud computing.
In un intervento alla London School of Economics precedente di pochi giorni , Kevin Turner, COO di Microsoft aveva già toccato il tema dei servizi cloud di Microsoft . Turner aveva dichiarato che Microsoft dispone di un’offerta di cloud services superiore a quella di ogni altra società , a partire dai servizi di email per i consumatori per arrivare ai prodotti enterprise di tipo hosted come Dynamics CRM fino ad Azure, il sistema operativo in cloud.

Proprio Azure sembra essere diventato lo strumento scelto da Microsoft per un cambiamento di passo. Spiegano in Microsoft che fino a questo momento solo applicazioni “ commodity” si sono giovate del passaggio a servizi cloud , ma ora si apre anche per i partner la possibilità di realizzare e , in prospettiva, vendere sul mercato una serie di nuove applicazioni estremamente personalizzate e interoperabili tra loro nate, realizzate e gestite già nel cloud . Microsoft a incoraggia anche in Italia le piccole startup che approcciano il loro futuro sviluppando sul cloud. Si fanno esempi di applicazioni di workflow integrate con SharePoint che possono essere rese operative con uguale trasparenza sia on premises che online, con estensioni verso la mobilità attraverso Windows Mobile.

Come ricorda Fabrizio Albergati (Direttore Gruppo Information Worker), analizzando le richieste dell’utenza italiana, “ i clienti vogliono essere liberi di scegliere quali servizi portare definitivamente nel cloud oppure mantenere definitivamente on premises” . Ci sono esigenze di rispetto delle normative sullo scambio transfrontaliero dei dati e ci sono anche dubbi e situazioni non chiarite sulla conservazione di dati nei data center. Riferendosi anche alle politiche di altre realta concorrenti sul mercato ( ad esempio, Google ) Albergati ricorda il diritto per gli utenti di sapere in quali data center stanno i dati , anche quando vengono spostati per esigenze di disaster recovery, oppure quale versione di un certo servizio web viene utilizzata per la gestione delle informazioni.