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Samsung e Google reinventano il Chromebook

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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I Chromebook Plus e Pro di Samsung indicano il percorso evolutivo dei modelli di nuova generazione

I Chromebook sono popolari più di quanto si possa pensare, con il solo limite che sono diffusi principalmente in alcuni mercati – ad esempio gli USA – e in alcuni settori come l’education. Ci si aspettava da qualche tempo che Google e i suoi partner provvedessero a dare un nuovo impulso al settore, novità in tal senso vengono dal CES 2017 con la presentazione dei Chromebook Plus e Pro di Samsung.

I due nuovi modelli indicano quelle che possono essere le linee di sviluppo da seguire anche per gli altri produttori: la collaborazione tra Samsung e Google è andata nella duplice direzione di potenziare il raggio d’azione di Chrome OS e di rendere i Chromebook costruttivamente attraenti alla stregua di qualsiasi altro portatile. O meglio, convertibile.

I Chromebook Plus e Pro sono molto simili. Per entrambi la costruzione prevede uno chassis in alluminio che ospita una tastiera di buone dimensioni e un display da 12,3 pollici con risoluzione di 2.400 x 1.600 pixel. Sono molti per uno schermo piccolo e infatti la risoluzione nativa viene scalata dal sistema a 1.200 x 800 pixel. Lo schermo è touch e completamente “ruotabile” per usare il Chromebook anche come tablet o nelle varie altre posizioni dei convertibili che vanno tanto di moda.

chromebook_plus-2Lato hardware troviamo anche due porte USB-C, 4 GB di memoria RAM di sistema e 32 GB di storage. La differenza tra i due modelli sta nel processore. Il più economico (449 dollari il prezzo ufficiale) Chromebook Plus avrà al lancio (a febbraio) un processore ARM mentre il modello Pro arriverà in primavera con una CPU Intel Core m3.

I nuovi Chromebook di Samsung sono i primi ad adottare la versione di Chrome OS con Google Play e quindi a poter usare anche le applicazioni Android, il che rende sensato non solo l’utilizzo del touchscreen ma anche di una seconda novità: l’input a penna. I nuovi portatili sono infatti dotati di uno stilo simile a quello dei phablet Note e Google ha adattato alcune app in modo da poter essere usate con la penna.