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Arm si cerca un ruolo nel mondo dei server

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Il processore Cortex-A9 si propone come alternativa agli omologhi multicore di Intel e Amd

Mentre Intel si è di recente lanciata con nuova forza nel mercato dei pc mobili con l’Atom, Arm ha deciso di replicare spingendo la propria architettura multicore verso i server. Lanciato lo scorso anno, il processore Cortex-A9 dovrebbe fare la propria apparizione nei telefoni portatili entro il prossimo anno, ma, secondo quanto dichiarato dal costruttore, diversi produttori di server hanno contattato Arm per poter utilizzare il processore nei propri sistemi. A quanto pare, ha colpito l’opportunità di ridurre i consumi energetici e, quindi, di offrire un miglior Tco (Total cost of ownership) ai clienti.

Potrebbe essere questa, si diceva, la risposta di Arm alla decisione di Intel di lanciarsi sul mercato dei “netbook” e degli ultraportatili con Atom. Ma il costruttore preferisce dire che si tratta di una risposta agli emergenti bisogni delle aziende, in particolare alla ricerca di equilibrio fra potenza, elettricità e raffreddamento. Anche se, va riconosciuto, hard disk, memorie e connessioni di rete utilizzano maggior energia rispetto al processore.

I server dotati del processore Cortex-A9 saranno di fascia entry o media e potranno attivare il corretto numero di core rispetto alle attività in corso. Verosimilmente, si tratterà di prodotti pensati per un utilizzo come Web server o gestione di piccole applicazioni open source, piuttosto che per il calcolo ad alte prestazioni.

Il principale dubbio connesso a questa scelta è capire se esiste un’offerta software che possa trarre vantaggio dall’impiego dell’architettura Arm. Sul mercato indirizzato, infatti, la maggior parte dei programmi sono oggi scritti per infrastrutture x86 e sempre meno per quelle Risc, utilizzate nei chip del costruttore.