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Tappa italiana per Virtualization Forum 2010

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

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Vmware continuerà una politica di espansione per acquisizioni con un orientamento tecnologico particolare: inserire sulla piattaforma di virtualizzazione un opportuno strato di middleware a supporto delle necessità applicative dei clienti

Due tappe italiane, a Roma e Milano, per il Virtualization Forum 2010 , evento itinerante   organizzato da Vmware. L’evento capita in un momento in cui Vmware sembra avere il vento in poppa dal punto di vista finanziario ( 2 miliardi di dollari il fatturato 2009 ) e sembra impegnata in una nuova fase di espansione dal punto di vista tecnologico e societario.
Come confermano i responsabili della società, guidata in Italia da Alberto Bullani, la strada che Vmware continuerà a percorrere sarà quella di una politica di espansione per acquisizioni con un orientamento tecnologico particolare: inserire sulla piattaforma di virtualizzazione uno  strato di middleware a supporto delle necessità applicative dei clienti. L’esempio che è ritornato frequentemente è quello del motore di posta Zimbra   acquisito da Yahoo e in grado di liberare le aziende dal vincolo Exchange : “ Zimbra è uno strumento di collaborazione a basso costo. E ci stiamo posizionando come un’azienda in grado di fornire non solo infrastruttura via cloud, ma anche soluzioni applicative”. L’esempio sulla bocca di tutti i clienti è quello di Google Apps, ma il fantasma che aleggia in Vmware è quello di Microsoft e della sua capacità di integrare soluzioni on premises e nel cloud.

Quanto a Vmware siamo a pochi giorni da annunci riguardanti questa svolta verso le applicazioni , ma i responsabili italiani non si lasciano sfuggire anticipazioni.

Accenture è un system integrator che da tempo collabora con Vmware spingendo la sua piattaforma di virtualizzazione presso i provider italiani di telecomunicazioni e che ha scelto Vmware “ come tecnologia di riferimento per sviluppare i servizi AMOS ( Accenture Mobility Operated Services) “ . Anche con l’aiuto di Accenture , in Vmware è stata delineato un momento particolare del mercato italiano. Per riprendere le parole di Bullani, “ in questo momento in Italia siamo a un passo oltre la virtualizzazione di base sui server. Ora è il momento della gestione dei processi e dell’infrastruttura consolidata: il problema è come gestire le macchine virtuali . E Vmware propone tool in grado di aiutare le aziende anche a livello di gestione”.

Come spiega Dario Regazzoni ( Systems Engineer Manager di Vmware ): “ L’obiettivo di Vmware è di costruire un sistema operativo per il cloud in grado di far diventare l’IT interno dell’azienda un piccolo service provider al servizio dell’azienda stessa”.

Tutto bene dunque per il cloud computing nostrano? Sì e no.
Sì – e lo confermano le attività di Accenture – con le grandi organizzazioni; ancora no – a nostro parere – con le aziende medio piccole che , nonostante la spinta dei vendor, sembrano stare un po’ alla finestra . Vogliamo qui citare i risultati di un recentissimo rapporto della School of Management del Politecnico di Milano  . Nella parte dedicata allo stato delle infrastrutture ICT delle PMi ( fino a 500 dipendenti) si legge. “ ( Nelle PMI) per quanto riguarda i server, rispetto al 2007 si evidenzia una riduzione del numero di server fisici, a seguito di progetti di consolidamento dell’infrastruttura e dell’utilizzo sempre più diffuso di soluzioni di virtualizzazione, parzialmente compensata da un aumento del livello di informatizzazione delle imprese. Se guardiamo all’adozione di servizi infrastrutturali in modalità as a Service, emerge come l’adozione sia ancora in fase embrionale. Circa il 3% delle PMI italiane ha acquistato, nel corso del 2009, capacità elaborativa in modalità “as a Service” – prevalentemente con l’obiettivo di testare il servizio, mentre circa il 6% ha acquistato servizi di storage e backup dei dati”.

Ma quasi il 30% delle PMI italiane è interessato all’adozione di almeno un servizio infrastrutturale in modalità as a Service. Tra le imprese interessate, il 42% intende acquisire capacità elaborativa, il 76% capacità di storage ed il 55% soluzioni di sicurezza informatica .