EnterpriseOfficeSoftware

Le Google Apps hanno una base di 3 milioni di aziende pari a 30 milioni di utenti

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

Follow on: Google +

Giuratrabocchetta (Google Enterprise Italia): I vantaggi del cloud computing ci sono, ma i clienti italiani devono esserne ancora convinti. D’altra parte proprio in Italia alcune aziende hanno adottato le Google Apps per farne un uso inaspettato e assolutamente creativo

Alla vigilia di Atmosphere, l’evento annuale che Google dedica all’approfondimento con 300 CIO dei temi del cloud computing e della innovazione, Eweekeurope.it ha incontrato Luca Giuratrabocchetta, neo country manager Italia di Google Enterprise.

La conversazione parte proprio dal cloud computing in versione Google: “Google Enterprise è nel momento giusto nel settore giusto con un’offerta giusta. I vantaggi del cloud computing ci sono, ma i clienti italiani devono esserne ancora convinti. D’altra parte proprio in Italia alcune aziende hanno adottato le Google Apps per farne un uso inaspettato e assolutamente creativo. Offriamo qualcosa di semplice da usare, ma non semplice da capire fino in fondo nelle sue potenzialità. Il cloud computing va spiegato. Ci vuole tempo perché sia adottato come standard. E’ un fenomeno analogo a quello che si è verificato per la SOA o l’eBusiness. Ad esempio il cloud computing non va confuso con un outsourcing di nuovo tipo che sposta i dati dal data center alla rete e sfrutta la banda a disposizione. Nel caso delle Google Apps i clienti fanno una scelta aperta verso la crescita che sfrutta a pieno il potere della rete quando il loro data center ha problemi a scalare e ha difficoltà ad affrontare picchi di lavoro stagionali”.

Luca Giuratrabocchetta, nuovo country manager Italia di Google Enterprise

La sicurezza è da tempo una delle preoccupazioni principali delle aziende verso il cloud. Si citano spesso infrazioni alla sicurezza che sono portate come motivazioni per evitare il cloud e diversi fornitori hanno lanciato pacchetti di sicurezza cloud. Poi una delle obiezioni più forti da parte dei potenziali utenti è che non si sa dove risiedano fisicamente le informazioni. Ribatte Giuratrabocchetta: “Più che questo è importante per un’azienda avere policy di sicurezza e capire chi controlla i dati nella cloud. Molte obiezioni stanno cadendo come dimostrano i clienti che abbiamo nelle banche, nelle assicurazioni e nella pubblica amministrazione. E anche nella sanità, dove si trattano anche dati sensibili. Si basano su Google Apps alcune applicazioni regionali in rete che collegano i medici di base. Un esempio è la condivisione dei calendari degli appuntamenti dei medici con informazioni che raggiungono il medico in modalità push dai CUP (centri di prenotazione). Le Google Apps non sono solo Gmail, ma ci sono anche le applicazioni di geolocalizzazione e Maps è un prodotto cloud che trova applicazioni inaspettate assieme a Sites. Un esempio è Fracarro che dopo aver avvicinato le applicazioni di Google Enterprise per gestire la posta con Postini ha fatto un uso particolare di Google Sites per gestire i team di progetto nella migrazione del suo sistema Erp verso Sap. I documenti erano tutti online e aggiornati via web ottenendo una riduzione dei tempi di realizzazione del progetto. Un altro esempio nel campo della moda è Cavalli. In questo caso Google Video gestisce le sfilate in alta risoluzione oltre all’intero archivio fotografico”.

Un altro aspetto trendy è l’introduzione delle tecniche di social networking negli ambienti di collaborazione aziendale. Anche Google ci sta pensando? Sembra che ci si debbano aspettare strumenti di questo tipo in autunno come componenti aggiunte al prodotto di base. “ Ci stiamo lavorando – è la risposta – e stiamo lavorando anche su molte altre cose. Una cosa che va segnalata è che le applicazioni comprese nelle Google Apps sono diverse da quelle dell’offerta per i consumatori. Esse vanno riviste e inserite in un’area robusta e gestite all’interno di SLA garantiti”.