Software

L’open source diventerà onnipresente

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Gartner stima che il 90% delle imprese faranno appello al software libero entro il 2012

Buone notizie per l’open source arrivano dall’ultimo report speciale sul tema pubblicato da Gartner. Innanzitutto, entro il 2012 oltre il 90% delle imprese farà appello, in qualche modo, al software open source. La maggioranza userà programmi liberi direttamente o nell’ambito di soluzioni pacchettizzate. Verranno coinvolti anche i vendor di software proprietari, la cui fase di rigetto e negazione appare superata. Già entro il 2011, l’80% dei software commerciali conterranno almeno una parte di codice aperto.

Un secondo fatto positivo è che da qui a tre anni l’open source dominerà le infrastrutture software per i fornitori di “cloud computing”, un concetto che pone, in modo parziale o totale, l’informatica aziendale su reti di macchine esterne.

Lo studio di Gartner, tuttavia, sottolinea anche un paio di aspetti che renderanno più relativo l’impatto dell’open source. Entro il 2013, infatti, la maggioranza delle implementazioni Linux non porterà veri vantaggi in termini di Tco (Total cost of ownership) rispetto ad altri sistemi operativi. La verifica delle versioni e la gestione delle incompatibilità continueranno a penalizzare le soluzioni aperte. I costi necessari(soprattutto in termini di competenze tecniche) per la messa in opera delle soluzioni controbilanceranno le economie ottenute con l’assenza della licenza.

Ultima cattiva notizia, il software-as-a-service (Saas) potrà sostituire l’open source come soluzione economica di prima scelta. Entrambe le opzioni consentono di ridurre i costi, ma l’utilizzo del Saas non obbliga ad avere competenze tecniche evolute.