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IBM e UE, un consorzio per i servizi basati su Internet

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IBM e Unione Europea insieme per un nuovo modello di e-business collaborativo basato sulle tecnologie open source e cloud computing. In sostanza l’obiettivo del progetto è di abilitare le imprese più piccole a trarre vantaggio da diverse tecnologie per le quali sono dispongono di risorse tecniche interne

Dalla collaborazione di IBM con l’Unione Europea, imprese e mondo accademico è nato un consorzio di ricerca che si propone di aiutare le aziende a sfruttare più facilmente i servizi basati su Internet , per favorire le collaborazioni e raggiungere obiettivi di business condivisi. In sostanza l’obiettivo del progetto è di abilitare le imprese più piccole a trarre vantaggio da diverse tecnologie per le quali sono dispongono di risorse tecniche interne. Molto verrà fatto attraverso l’uso del software open source per rendere più facile mescolare tecnologie che in precedenza richiedevano soluzioni customizzate in funzione delle esigenze delle aziende. Questa iniziativa si propone di sviluppare un nuovo modello informatico, che consentirà alle organizzazioni di accelerare il processo di coordinamento degli e-services e di aumentare l’automazione e l’efficienza nel realizzare nuove combinazioni di e-services.
Il progetto è denominato Artifact-Centric Service Interoperation (ACSI) e intende dimostrare che il nuovo framework sarà in grado di ridurre il costo della creazione di mix di servizi specifici di settore del 40%, rispetto alle tecniche tradizionali. Nel consorzio, i ricercatori IBM collaborano con esperti anche italiani degli atenei La Sapienza di Roma e Libera Università di Bolzano. Si prevede che il framework ACSI consentirà l’automazione di circa il 90% delle trasformazioni di dati necessarie per supportarli. Nell’insieme, ciò si traduce in un sostanziale risparmio rispetto agli approcci tradizionali alla progettazione, manutenzione e inserimento negli ambienti che supportano le combinazioni di e-services.
ACSI si basa sulla nozione di “hub di interoperazione”, introdotta dai ricercatori IBM nel 2009. Gli hub di interoperazione forniscono ambienti intuitivi e flessibili sui quali è possibile formare combinazioni di e-service.
Un secondo pilastro del framework ACSI è costituito dal concetto di “artifact” dinamico o entità di business. Questi artifact rappresentano processi di business e si basano su una combinazione olistica di dati e su come i dati cambiano man mano che l’artifact si muove attraverso il suo ciclo di vita Gli hub di interoperazione ACSI saranno forniti come SaaS – Software As A Service – e ospitati in ambienti cloud. Ciò consentirà alle imprese di usufruire di un modello pay-per-use per lo storage dei dati, l’esecuzione delle attività e i costi di integrazione dei servizi.

La tecnologia ACSI interessa una vasta gamma di settori, tra i quali pubblica amministrazione, energia, sanità, logistica della supply chain e manifattura pesante.