Software

Gartner: tempi duri per i sistemi operativi

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

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Il mercato cresce, ma virtualizzazione e Saas lo trasformeranno radicalmente

Si avvicina la fine della corsa di Windows XP ( in attesa di rivivere sui portatili superminuscoli) , Vista soffre nelle aziende che tentano di farne a meno e Microsoft , come al solito, rilancia sul futuro con le prime demo sulla nuova versione di Windows. Così può essere interessante fermarsi a metà 2008 e leggere consuntivi e previsioni e commenti di Gartner sull’intero parco mondiale dei sistemi operativi.

Prima di tutto i numeri : il fatturato mondiale del software per sistemi operativi è stato nel 2007 di 26,9 miliardi di dollari e arriverà a 28,9 miliardi ( + 7,2%) nel corso di quest’anno. Da qui a cinque anni le previsioni di crescita sono buone, ma ci saranno diversi eventi che Gartner giudica significativi , se non dirompenti: la sostituzione di Linux su Unix, il comportamento degli utenti, la lotta alla pirateria. Linux sui server è il sistema operativo più in crescita e continua a sostituire Unix sui server.

A lungo termine le iniziative governative a favore del software open source e i ridotti costi di base spingeranno le scelte per Linux anche in alcuni mercato emergenti come quello dei computer low cost.
L’evento a medio termine dirompente è quello apportato dalle nuove tecnologie come la virtualizzazione e i processori multicore. Il computing su più core guiderà il cambiamento per quanto riguarda il modello delle licenze rilasciate dai fornitori. La virtualizzazione porterà alle aziende la possibilità di ottimizzare le risorse con licenze di sistema operativo meno numerose e senza problemi di compatibilità tra sistemi operativi diversi.

Per di più i modelli alternativi di fruizione delle applicazioni, che possono essere sintetizzati nella voce software as a service (Saas), cambiando le modalità di utilizzo di servizi e software diminuiranno l’importanza dei tradizionali OS di tipo monolitico. Il cosiddetto cloud (o utility) computing sposterà il momento di utilizzo da parte di utenti e organizzazioni verso servizi di infrastruttura on demand allontanandoli da soluzioni on–premises, cioè possedute e controllate dalle aziende utenti.