Software

Bmc integra l’automazione della gestione dei server

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La user conference di Lisbona è un momento di sintesi per il vendor, che intanto annuncia buoni risultati di bilancio

Lisbona sta ospitando in questi giorni la user conference di Bmc Software. È un’occasione per il vendor di spiegare in dettaglio la propria strategia e visione a clienti e partner. Non ci sono, in effetti, novità dell’ultima ora da evidenziare nell’appuntamento europeo, ma il ridisegno dell’offerta seguita all’acquisizione di BladeLogic è un evento capace di catalizzare l’attenzione.

Il presidente Bob Beauchamp ha aperto le danze evidenziando i buoni risultati di bilancio, con un giro d’affari complessivo di 1,73 miliardi di dollari (in crescita del 9,6% rispetto all’anno precedente) e un utile netto di 313,6 milioni di dollari, in aumento del 45,3%. L’integrazione di BladeLogic, inoltre, ha portato il suo presidente, Dev Ittycheria, ad accettare il ruolo di vicepresidente del nuovo insieme, con la responsabilità di supervisionare lo sviluppo e la strategia.

Da cinque anni, Bmc è l’araldo del Bsm (Business service management) e il suo posizionamento per ora non cambia. Il Bsm si propone di dare ai servizi It i mezzi per ottimizzare il proprio lavoro e fornire ai clienti aziendali un servizio di qualità e la possibilità di misurarla. In sostanza, non si tratta semplicemente di luci verdi o rosse visualizzate su certe componenti tecniche o applicative, ma di ridefinire e supervisionare i processi legati ai servizi di business. Con l’arrivo di BladeLogic, Bmc ha aggiunto una suite di strumenti per l’automazione nel campo dei server, che va a completare l’offerta già definita per le reti (con l’acquisizione di Emprisa) e per i client (dopo l’integrazione di Marimba). A questo punto, era diventato urgente aggiungere un’offerta capace di supervisionare e automatizzare la gestione delle migliaia di server fisici e virtuali.

Bmc articola ora la propria offerta in tre sfere: il “service support”, che fa leva sull’offerta Remedy di supporto agli utenti; la “service assurance”, che è riflessa dai prodotti Patrol per la supervisione tecnica e i tool di analisi predittiva ereditati da ProactiveNet; la “service automation”, che comprende la suite di automazione della gestione dei server, dei posti di lavoro e delle reti. Le tre sfere sono collegate fra loro dall’offerta Atrium, una serie di tecnologia comuni, fra le quali il Cmdb (Configuration management database) e un tool di workflow.

Fra i casi di successo citati c’è anche quello di Telecom Italia, dove i tempi di diagnostica di un incidente sarebbe passato da due giorni a 90 minuti, il costo per incidente sarebbe sceso da 435 a 295 euro e il tasso di successo dell’implementazione di un’applicazione sarebbe salito dal 38 al 94%.