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Ambizioni da leader per Axway

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Con Synchrony e una base clienti in crescita, l’azienda tenta il salto dall’Edi al Bpm collaborativo

Diventare i leader del mercato mondiale del business collaborativo. Questo è l’obiettivo più che ambizioso di Axway, società posseduta al 100% da Sopra Group, che si fa forte delle proprie cifre di bilancio per sostenere una sfida impegnativa. In effetti, il fatturato è cresciuto costantemente dal 2004 a oggi, raggiungendo lo scorso anno la cifra di 153 milioni di euro e prevedendo per il 2008 un ulteriore salto, per superare probabilmente i 180 milioni di euro. Di pari passo l’andamento dei margini, sempre sopra il 10% del giro d’affari.

La massa critica è già oggi sufficiente per porre l’azienda davanti ai principali competitor nel settore del middleware B2B, come certificato da Gartner, che attribuisce ad Axway un 28% di quota (2006), contro il 14% di Seeburger e il 9% di Crossgate. A ciò si aggiunge l’8% di Atos Origin, che ha ceduto qualche mese fa le attività tedesche proprio ad Axway. Come si noterà, i citati riferimenti di mercato si riferiscono essenzialmente al comparto dell’Edi, così com’è evoluto nel corso del tempo. Ma il managing director della filiale italiana, Claudio Mastore, guarda avanti e fa leva su una mission articolata: “Abbiamo già oggi circa 10mila clienti nel mondo, competenze che si estendono dal Bpm alle Soa, una focalizzazione sul cliente e sull’innovazione”.

Dal punto di vista tecnologico, il perno della proposta di Axway si chiama Synchrony, un framework Eda/Soa per la costruzione di soluzioni di business collaborativo. La soluzione si articola in vari moduli orizzontali, come nel caso dell’integrazione applicativa, oppure verticali, soprattutto in aree come il finance o la logistica. “Su questa infrastruttura di base – spiega il services manager di Axway Italia, Luca Casnapoggiano poi i servizi, che sono una fonte essenziale di business per noi”.

Più della tecnologia, parlano però le esperienze compiute sul campo, che anche nel nostro Paese sono numerose e differenziate in diversi contesti applicativi. Conad Tirreno, per esempio, ha scelto Synchrony, in particolare con i moduli Process Manager Integrator e Sentinel (Bam) per far evolvere il proprio sistema informativo verso una gestione dei processi con componenti disaccoppiate e misurabilità dei processi It. In altri casi, come quelli di Skandia Vita e Rcs Group, le applicazioni sono rivolte a esigenze più specifiche, come lo scambio di certificato di documenti in SwiftNet o il controllo centralizzato delle applicazioni, mentre Sogei si è rivolta ad Axway per la gestione delle sale Bingo.

Un caso di allineamento evolutivo fra management e It è quello di Dexia Crediop, banca europea specializzata nel project financing, che ha provveduto negli ultimi anni alla revisione delle architetture It, con “l’obiettivo di fornire al management le informazioni giuste e presentate in modo omogeneo dalle varie strutture dell’azienda”, come ha sottolineato Pasquale Tedesco, Responsabile dei sistemi informativi e logistica. La necessità di organizzare le informazioni generate dalle varie attività dell’azienda, renderle omogenee e convogliarle in processi strutturati ha fatto del middleware il perno centrale del percorso evolutivo, creando un repository comune e l’emissione di dati consistenti. “Axway Integrator ci è inizialmente servito per ottenere definizioni chiare di processi e attività – spiega Tedesco – mentre vari moduli sono stati utilizzati per unire chi produce i dati con chi li deve usare”. Soa e Bpm sono passi evolutivi quasi obbligati, oggi, per Dexia Crediop e Axway è ancora in prima linea come strumento con il quale far progredire l’It in linea con le esigenze di business del gruppo finanziario.