Software

Akamai prende Soasta, per le tecnologie di test e performance

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l’evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Akamai acquisisce la startup Soasta che le porta in dote una piattaforma per il testing delle applicazioni e gli analytics sulle performance

Akamai si è mossa nel mercato delle tecnologie per il testing applicativo e gli analytics sulle performance e ha acquisito Soasta, una startup con sede a Mountain View, la cui soluzione di punta si chiama CloudTest che ha già lavorato su brand come Apple e Walmart, per citare solo i più famosi e che ora ritrova altri suoi clienti sotto il nuovo cappello di Akamai.

La piattaforma di Soasta acquisita da Akamai
La piattaforma di Soasta acquisita da Akamai

Soasta solo nel 2016 ha ottenuto per le proprie attività finanziamenti per circa 30 milioni di dollari e circa altri 75 milioni dalla sua nascita nel 2006 da investitori del calibro di Hercules, Tennenbaum Capital Partners.

Akamai pensa di integrare la tecnologia di Soasta nel proprio portfolio di soluzioni per la misurazione delle performance sul Web, a integrare il set di soluzioni cloud based al servizio dell’ottimizzazione delle prestazioni e quindi del business. In pratica l’obiettivo sarebbe per Akamai arrivare a offrire ai clienti maggiore visibilità ai clienti sui riflessi delle proprie strategie applicative nei relativi business.   

Continua il piano acquisti di Akamai che a dicembre dell’anno scorso, in ambito sicurezza, ha acquisito Cyberfend e appena prima Soha Systems, un’acquisizione ancora più vicina all’ultima di questi giorni,  perché avrebbe consentito di aumentare il controllo sulle applicazioni cloud-based. 

L’acquisizione di Soasta si chiuderà a breve nel corso del secondo trimestre. L’azienda era già stata inquadrata dal Wall Street Journal nel 2012 nell’elenco delle top trenta “Next Big Things”. Pur non essendo noti i termini dell’accordo economico, è certo comunque che la transazione prevede la cessione cash della startup. 

L’immediato riflesso all’annuncio dell’acquisizione non è stato del tutto positivo per i conti di Akamai, con le azioni in tuffo del 4,6 percento. Nel quarto trimestre dell’anno fiscale di Akamai l’EBITDA rettificato è stato del 40 percento, in calo un punto percentuale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  

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