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Toshiba, la fisica quantistica al servizio della sicurezza

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Toshiba spinge sulle soluzioni di crittografia quantistica per la sicurezza dei dati al servizio soprattutto delle reti delle istituzioni finanziarie a un anno dall’inizio della sperimentazione con BT

Toshiba ha sviluppato un nuovo approccio all’IT applicando le leggi della fisica quantistica alle comunicazioni di rete e al computing. 
Nell’era dell’esplosione dei dati, si pensi anche solo alle proiezioni degli analisti in ambito Internet of Things, tra gli strumenti a disposizione da sempre considerati sicuri la crittografia occupa una posizione di eccellenza ed è già ampiamente utilizzata da tempo soprattutto in ambito finanziario. L’approccio quantistico alle soluzioni di crittografia è invece la novità proposta da Toshiba a livello di reti e computing.

Ne parla così Massimo Arioli, Head of B2B Sales&Marketing, Toshiba Personal & Client Solutions Company per l’Italia: “La crittografia quantistica contribuisce a colmare la crescente esigenza di sicurezza. Grazie all’introduzione del calcolo quantistico, le basi del computing stanno passando dalla matematica alla fisica e di conseguenza anche il settore finanziario dovrà cambiare le modalità di protezione dei propri dati. Il  mercato del calcolo quantistico raggiungerà a livello globale 2 miliardi di dollari entro il 2024 e la crittografia quantistica sta diventando un metodo di protezione efficace, necessario per combattere il numero crescente di minacce”. 

I limiti attuali all’utilizzo su larga scala sono legati ai costi, ancora elevati, ma bisogna anche considerare che l’arma quantistica potrebbe anche essere utilizzata dai cybercriminali proprio per decriptare dati già in loro possesso, oggi inaccessibili per le risorse di calcolo (e tempo) necessarie a decriptare.

Esempio di una rete QKD (Quantum Key Distribution) Fonte Smau 2007 Presentazione di Alberto Trivero
Esempio di una rete QKD (Quantum Key Distribution) Fonte Smau 2007 Presentazione di Alberto Trivero

La disponibilità di computer quantistici renderebbe invece possibile sfruttarli anche a loro, per questo motivo indirizzarsi verso la crittografia quantistica ora servirebbe proprio a stare un passo avanti rispetto agli sviluppi futuri. La crittografia quantistica, in pratica, permetterebbe di inaugurare una nuova era delle comunicazioni online ‘inattacabile’, a patto che il settore finanziario garantisca che formazione e consapevolezza siano sempre una priorità. 

Toshiba lavora a progetti in questo ambito da tempo, mentre la crittografia quantistica è allo studio da circa 13 anni. Già nel 2016 ne abbiamo parlato su Silicon in relazione alla partnership con BT. La crittografia quantistica – nell’ambito delle telecomunicazioni per esempio – opera trasmettendo le chiavi segrete su connessioni in fibra ottica usando impulsi il più piccoli possibile. Qualsiasi tentativo di intercettare queste comunicazioni sarebbe rilevato molto facilmente perché disturberebbe i fotoni che veicolano le chiavi e porterebbe a errori nella loro codifica.