Sicurezza

Spy Agency cinese dietro agli attacchi a Google e 34 aziende

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La spy story che vede Google e la Cina, contrapposte in un serrato confronto, forse si dipana. Trovato il nome dell’autore dei cyber-attacchi: Chinese Spy Agency. La Cina però non cede a Google: la cyber censura è necessaria

Si infittisce o si chiarisce il mistero all’origine della spy story che vede Google e la Cina contraopposte, come non mai, in un serrato braccio di ferro? Il cyber-attacco ai server e all’infrastruttura di Google e di altre 33 aziende Usa, che ha fatto sobbalzare perfino il segretario di stato Usa Hillary Rodham Clinton, potrebbe essere presto decifrato: iDefense punta il dito contro responsabili che stavano lavorando direttamente a favore di entità ufficili dell’intelligence della Repubblica popolare cinese. Pechino nega gli attacchi.

Forse è stato individuato il bandolo della matassa della spy-story che tiene il business e i media con il fiato sospeso: gli autori dei cyber-attacchi sarebbero della Chinese Spy Agency. Entrambi gli IP source e i drop server dell’attacco corrispondono a una singola entità straniera legati alla Cina o “in prossimità”. Lo riporta InformationWeek.

Secondo McAfee, che sta partecipando alle indagini sull’attacco sofisticato denunciato da Google, le aziende perdono 1 trilione di dollari all’anno in intellectual property a causa di furti di dati e cybercrime.

F-Secure è convinta che l’attacco abbia sfruttato phishing (e-mail) con allegato Pdf con exploit occultato.

La Cina intanto stamattina si era affrettata a rispondere alla “provocazione” anti censura di Google China, senza cedere di un millimetro sulla sua “filosofia internet”: la cyber censura è necessaria. Com’è noto Google ha reagito all’attacco al cuore della sua proprietà intellettuale e del cloud computing, aprendo Google.cn senza filtri e censura. Chi non rispetta le leggi, è fuori dal più grande mercato Internet del globo.

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