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Sicurezza IT: come è andata l’Italia?

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Pubblicato l’ Internet Security Threat Report di Symantec. In una classifica per nazioni l’Italia risulta essere il quarto paese dell’area Emea per quanto riguarda gli attacchi che arrivano via web

Se ce ne fosse bisogno,  le ultime rivelazioni sull’attacco alle password di amministrazione dei sistemi cloud di Google da parte della Cina   stanno a dimostrare come sia cambiata in poco tempo la realtà e il modello economico degli attacchi di sicurezza. D’altra parte la 15ma edizione dell’ Internet Security Threat Report, reso noto anche in Italia da Symantec, che prende in esame per l’anno 2009 una realtà ormai globale delle minacce, non sembra però , a una rapida scorsa, segnare molto di nuovo sul fronte tecnologico .
Dato il potenziale guadagno che deriva dalla violazione della proprietà intellettuale aziendale, i cybercriminali hanno focalizzato la loro attenzione sulle imprese. Il report osserva che gli hacker stanno sfruttando la grande quantità di informazioni personali disponibili sui siti dei social network per concentrare gli attacchi di social engineering su persone che assumono ruoli chiave all’interno di aziende specifiche. Il furto d’identità continua a crescere, e il 60% è il risultato della pirateria informatica.
A conferma che il fenomeno non è circoscritto a poche grandi aziende, il Symantec State of Enterprise Security Report 2010 ha sottolineato che il 75% delle imprese esaminate ha subito una forma di attacco informatico nel 2009 In generale non resta che segnalare l’emergere sempre più evidente a livello mondiale dei falsi software per la protezione e la sicurezza IT, mentre la piattaforma Apple, a causa della sua maggiore diffusione sui terminali anche mobili, sembra aver ormai definitivamente perso la sua fama di immunità dalle minacce . La principale minaccia emergente è collegata alla altrettanto emergente tecnologia del cloud computing – il caso Google insegna ancora una volta . Agli hacker non resta dunque che cercare di intercettare i dati nel momento della loro mobilità , favorita dal diffondersi di terminali sempre più capaci e dalle penetrazione nei paesi maturi degli accessi a larga banda anche nelle reti wireless . Come dichiarato a margine della presentazione del rapporto. le prossime novità di prodotto per il mondo consumer che saranno rilasciate da Symantec riguarderanno proprio la protezione degli smartphone in tutte le principali versioni di sistema operativo.

Resta dunque la curiosità di conoscere i dati italiani . Il dettagli di questi dati e lo scenario tecnologico che li genera sono stati illustrati a Eweekeurope.it da Antonio Forzieri , Principal Consultant Global Security Services di Symantec. Si parte da una premessa. Per valutare il “fronte di esposizione “ del nostro paese alle minacce – dato che gli incidenti di sicurezza sono collegati al numero dei computer in rete – bisogna partire dal grado di informatizzazione e da quello di penetrazione della banda larga in Italia. In Italia sono 13 milioni gli utenti che dispongono di banda larga.
In una classifica per nazioni l‘Italia risulta essere il quarto paese dell’area Emea per quanto riguarda gli attacchi che arrivano via web. Un quarto posto che corrisponde anche alla posizione dell’Italia nel mercato IT. Qui sono “ i consumatori finali a costituire un forte bersaglio per gli attacchi perché molti di loro non si rendono contro di essere attaccati e non mettono in atto procedure di sicurezza”. D’altra parte “ gli attacchi via internet costituiscono una specie di rumore di fondo di cui ogni paese non può fare a meno”.
L’Italia propone invece un dato negativo quando il rapporto di Symantec segnala che il nostro paese occupa il secondo posto nella regione Emea e il sesto nel mondo per numero di computer infetti da bot. Ancora una volta questo segnala una scarsa attenzione da parte degli utenti alla sicurezza dei propri personal computer. Le botnet vengono usate per diversi tipi di attacchi : invio di spam e phishing, distribuzione di spyware, raccolta di informazioni confidenziali. A questo proposito però sul mercato del crimine non si segnala la inflazione dei prezzi di acquisto e di gestione delle botnet, anche se “ il mercato continua ad essere florido”.
Nel complesso messe insieme tutte le attività di attacco alla sicurezza IT l’Italia si aggiudica il sesto posto tra le nazioni e Emea, migliorando la sua posizione rispetto al 2008 , quando occupava il quarto posto.