EnterpriseSicurezza

Meno software pirata sui personal computer

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

Follow on: Google +

Il rapporto annuale di Bsa e Idc indica un tasso in diminuzione per il software pirata. Una valutazione del danno economico

Sono stati resi noti i risultati del quinto studio annuale della Business Software Alliance sulla pirateria del software, in pratica tutto il software per personal computer e Pda , escluso quello per server e mainframe: sotto controllo sono entrati 108 paesi. In 67 di questi l’utilizzo di software pirata è diminuito e solo in 8 è aumentato. Nel suo studio Bsa si appoggia a un’analisi di Idc che definisce il tasso di pirateria come il rapporto tra il numero totale di unità di software piratato e il numero totale delle unità di software installato. Anche paesi già virtuosi come Usa, Regno Unito e Austria hanno mostrato un decremento di questo parametro. I tasso degli Stati Uniti è del 20%, il più basso insieme con Lussemburgo (21%) e Nuova Zelanda (22%).

L’Italia non si colloca né tra i primi dieci migliori né tra i primi dieci tra i peggiori paesi. La buona notizia è che l’Italia registra un calo del 2%. Ciò significa che per il secondo anno di seguito in Italia si assiste a una contrazione del tasso d’illegalità che affligge il nostro mercato. Esso era stimato al 53% nel 2005, al 51% nel 2006, e scende al 49% nei dati relativi all’anno solare 2007 . I paesi a più alto indice, oltre il 90%, sono Armenia, Bangladesh e Azerbaijan.
Passando al nostro continente risulta che – a fronte di un tasso medio d’illegalità pari al 33% nell’Europa Occidentale – i paesi caratterizzati dalle percentuali più elevate sono stati la Grecia (58%), Cipro (50%) e, subito dopo l’Italia (49%), l’Islanda con il 48% . Fra le nazioni più virtuose , si nota che Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Svezia e Svizzera condividono tutte un rating del 25%, ben 8 punti al di sotto della media regionale. La media a livello mondiale, invece, risulta accresciuta di ben 3 punti – dal 35% del 2006 al 38% del 2007 – a causa degli elevati tassi di sviluppo che il settore ICT registra nei Paesi di recente sviluppo.
Come ricorda il rapporto nel mondo sono più di un miliardo i personal computer installati.
Ma gli analisti di Idc sono andati più in là , in maniera forse un po’ statisticamente spericolata. Hanno calcolato le perdite di fatturato per l’industria del software partendo dalle dimensioni conosciute del mercato del software regolare e utilizzando il tasso di pirateria per individuare il valore al dettaglio del software utilizzato e non pagato. In generale, fatte le dovute rettifiche per il software venduto in bundling con l’hardware, lo shareware e il software open source, Idc calcola che le perdite 2007 in dollari attribuibili alla pirateria sono arrivate a quasi 48 milioni di dollari , con un incremento del 20 % sul 2006.