Sicurezza

La censura non risparmia Avatar

Mentre la Cina e Google cercano di ricucire lo “strappo”, seguito ai cyber-attacchi, Pechino ricorda alle aziende di rispettare la legge cinese. Intanto l’ultima vittima della censura è il film 3D Avatar. La denuncia dell’Osce contro la Turchia

Anche Avatar, il kolossal 3D che sta sbancando il botteghino, finisce sotto la scure della censura cinese. Ritirato dalle sale, forse per non mettere in ombra il film Confucio. Mal comune, mezzo gaudio? No, ma Google potrebbe commentare così la vicenda della spy-story e dello “strappo”, seguito ai cyber-attacchi: la censura di Pechino colpisce proprio tutti, senza distinzioni.

Del resto, la Cina è stata quanto mai esplicita: ha ricordato alle aziende di rispettare la legge cinese.

“Le aziende straniere in Cina devono rispettare le leggi e le norme cinesi, rispettare le consuetudini e le tradizioni cinesi e assumersi le relative responsabilità sociali, naturalmente Google non fa eccezione”.

Proprio nelle scorse ore l’Osce ha denunciato che la Turchia ha bloccato circa 3.700 siti web per “ragioni politiche e arbitrarie”. La censura vige in molti paesi, anche vicini a noi.

E neanche Avatar fa eccezione.

Leggi l’ANALISI: Google e Cina, braccio di ferro sulla censura online

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