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Kaspersky, la contraddizione tra alto rischio e bassa protezione

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Perdere i dati allarma gli utenti ma solo un terzo ha una soluzione di sicurezza sui propri dispositivi. E’ quanto emerge da uno studio di Toluna per conto di Kaspersky, condotto nel gennaio 2017 su 16.250 utenti utenti, dai 16 anni in su

La contraddizione tra la consapevolezza che i rischi informatici ci siano e la modalità in cui le persone proteggono i propri dati mostra che gli utenti hanno un atteggiamento superficiale e sconsiderato. E’ quanto evidenza l’ultima ricerca realizzata dalla società di ricerche Toluna per conto di Kaspersky  –  Risking data heartache: it hurts to lose the data you love –   nel gennaio del 2017 su 16.250 utenti di età superiore ai 16 anni presenti in 17 paesi.

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I paesi coinvolti nelle ricerca redatta da  Kaspersky e Toluna

Dall’indagine è emerso che ben il  73% del campione è consapevole che i criminali informatici rappresentino un rischio elevato per i propri dati, e che ben il 65%  afferma che il malware è una minaccia ad alto rischio.
Detto ciò, il gap tra la consapevolezza e le misure adottate per la protezione è notevole e solo un terzo ha una soluzione di sicurezza generale sui propri dispositivi. La password è usata solo dal  53% degli utenti  per proteggere lo smartphone, dal  42% per il tablet e dal 48% per il computer. Non mettono nessun filtro all’intrusione  il 19% del campione sul tablet, il 10% sul computer e l’11% sullo smartphone.
Kaspersky Lab_Cause perdita di datiMa quello che è ancora più allarmante è che nessuno pensa ai dati messi in pericolo: solo il  47% degli intervistati, infatti, ha ammesso che la propria disattenzione rappresenta un rischio per la sicurezza delle informazioni personali, mentre il 23% ammette di aver perso dati perché il dispositivo si è danneggiato e  il 19%  di aver cancellato accidentalmente dei dati in passato.  

“I dati archiviati sui dispositivi digitali che vengono utilizzati quotidianamente non hanno una protezione adeguata  – ha commentato leggendo i dati Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab – Gli utenti ripongono molta fiducia nei dispositivi ai quali affidano i propri ricordi e le proprie informazioni personali ed è per questo che risulta importante che le misure di sicurezza che si adottano non solo siano sempre aggiornate ma anche adeguate al tipo di device e al luogo in cui viene utilizzato. Usare più dispositivi per memorizzare i dati importanti richiede soluzioni più robuste e affidabili per coprire tutte le possibili vulnerabilità dei dispositivi e le carenze di competenze dell’utente o eventuali incidenti volontari”.  Dall’indagine è emerso che il 44% degli intervistati ha perso dati ritenuti importanti archiviati su smartphone, il 37% su pc e il 30% su tablet.

Manca ancora la sensibilità nei confronti delle buone pratiche da seguire, che vanno oltre l’utilizzo di  una soluzione di sicurezza per prevenire la distruzione e il futuro di dati:  connessioni VPN quando si accede a reti pubbliche, spostamento di dati sensibili da remoto se il dispositivo viene rubato o perso,  back up sul cloud dei dati, crittografia delle informazioni sensibili, password adeguate.  Detto ciò, nel caso di un attacco o di una perdita, secondo la ricerca è importante non cadere nel panico: anche se i dati vengono persi accidentalmente e non si è in possesso di un back up, si possono utilizzare soluzioni software di recupero dati o affidarsi a personale specializzato. Le buone pratiche sono ovviamente consigliate.

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I comportamenti degli utenti per proteggere i dati