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Intel dà l’addio al BIOS, più sicurezza in cambio di meno libertà

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l’evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Intel dal 2020 rimuoverà dal firmware UEFI di Classe 3 il supporto per i vecchi BIOS. Meno controllo per l’utente sui componenti principali, in cambio di maggiore sicurezza

Il BIOS è da decenni croce e delizia per gli appassionati di computing che sul proprio pc vogliono controllare qualsiasi cosa, anche la gestione delle periferiche hardware. Dietro l’acronimo di Basic Input-Output System gli appassionati hanno trovato sempre l’ultima (e prima) risorsa per accedere a basso livello all’hardware e governare come esse avrebbero dialogato con il sistema operativo e i programmi.

UEFI, invece, nato nel 2003 con un altro nome, EFI e proposto all’inizio esclusivamente da Intel (poi dal consorzio Unified EFI Forum) è la tecnologia  che permette ai produttori OEM di integrare a livello di firmware sulla scheda madre applicazioni e funzionalità, diagnostica e strumenti di ripristino dei dati, crittografia e tool per la gestione dei consumi.

Il suo merito è indubbiamente aver portato a livello di applicazione “utilizzabile” da tutti tante funzionalità prima poco accessibili, e aver facilitato la vita agli amministratori in alcuni ambiti, come la gestione dei pc e dei server da remoto, ma si deve a UEFI anche il superamento del concetto di Master Boot Record a vantaggio dello standard GPT per il partizionamento semplificato, senza partizioni logiche ed estese obbligatorie.

UEFI Classe 3 - I vantaggi
UEFI Classe 3 – I vantaggi. Inizialmente a spingere EFI c’era solo Intel

Tutti concetti che chi ha installato anche solo una volta Linux in vita sua comprende appieno in un battito di ciglia. UEFI in pratica è oggi proposto quasi come un mini sistema operativo deputato ad amministrare tutte le operazioni di avvio ma in modo anche molto più semplice rispetto al BIOS. Solo aspetti positivi quindi? Non proprio.

Perché UEFI di suo ha rappresentato per i vendor anche la possibilità di limitare gli ambiti di intervento sulla macchina per l’utente finale. Ottimo per chi vuole semplicemente accendere il pc, senza altri problemi sotto il cofano, molto meno per chi acquistata una macchina vorrebbe destinarla ad altri utilizzi. Per questi ultimi “Fino a che che c’è BIOS c’è speranza, ma senza sarà in pratica tutto un po’ più difficile”. 

Intel in questi giorni ha annunciato che, in UEFI di Classe 3, il vecchio BIOS non sarà più supportato, si abbandonerà quindi la compatibilità con legacy Bios che non farà più parte del firmware UEFI, come elemento caricabile tramite gli OS a riga di comando, potranno quindi girare sui device solo sistemi operativi compatibili con Secure Boot.