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I cyber criminali attaccano le auto e Capgemini li contrasta

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

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Capgemini rafforza la sicurezza dei veicoli connessi, degli impianti di produzione delle vetture e dei sistemi IT enterprise delle case automobilistiche

Fra cybersecurity e automotive, Capgemini ci mette il dito, e non solo. Il provider di servizi di consulenza, tecnologici e di outsourcing ha annunciato una proposta studiata per rafforzare la sicurezza dei veicoli connessi, degli impianti di produzione delle vetture e dei sistemi IT enterprise delle case automobilistiche.

Il settore automotive sta affrontando sfide in ambito cybersecurity. Giocoforza la sempre più avanzata connessione, i computer di bordo, i sensori che fanno delle automobili degli oggetti sempre più Iot, allo stesso tempo, tutto questo, apre a una moltitudine di punti di ingresso attraverso i quali gli hacker possono ottenere l’accesso e il controllo di un veicolo.

Fonte: Capgemini
Fonte: Capgemini

E non è solamente l’automobile a essere vulnerabile: anche gli stabilimenti sono sempre più connessi e costituiscono bersagli potenziali. La nuova proposta di Capgemini combina le competenze specialistiche dei team globali automotive, cybersecurity e consulting del Gruppo, inclusa la consociata interamente controllata Sogeti, con il network di Security Operation Center (SOC). “Chiunque lavori per un produttore automobilistico, dagli addetti agli impianti fino al ceo, si è ormai reso conto di quanto sia importante la cybersecurity. L’incapacità di prevenire un attacco può comportare richiami di massa, perdite di fatturato, sanzioni normative e persino rischi per la sicurezza dei clienti. Buona parte dell’attenzione è stata rivolta sinora alla protezione dei sistemi IT, cosa già sufficientemente difficile per sé, ma ora che le compagnie lavorano sempre più spesso con ‘cose’ connesse come robot di fabbrica e milioni di componenti automobilistici connessi, la complessità associata alla capacità di restare al sicuro è impressionante”, spiega Andrea Nulli, Cybersecurity Leader di Capgemini Italia.

Fonte: Capgemini
Fonte: Capgemini

In particolare, la nuova offerta della società prevede: Valutazione della sicurezza all’interno e intorno agli impianti di produzione compresi i sottosistemi critici, e nell’autoveicolo stesso, compresa la vulnerabilità di service provider e connessioni esterne come wifi o Bluetooth. Test di penetrazione per ottenere ulteriori informazioni specialistiche sulle vulnerabilità presenti negli stabilimenti e nelle auto e valutazione del successo di una strategia e della sua implementazione. Definizione di una strategia per la protezione di ogni aspetto del veicolo, dal controllo elettronico delle unità, dai bus e dalla connettività esterna fino ai processi di governance che li circondano, permettendo a una compagnia automobilistica e ai propri fornitori di affrontare misure di sicurezza end-to-end. Infine, implementazione di misure di sicurezza e azioni di rimedio. Questa fase comprende consulenza e formazione sulle best practice per lo sviluppo di software sicuri e l’implementazione operativa nel ciclo di vita dello sviluppo software.

Fonte: Capgemini
Fonte: Capgemini

In Capgemini abbiamo una comprovata esperienza nel supportare i nostri clienti a proteggere i dispositivi connessi e l’intera infrastruttura operativa. La nuova offerta mette a disposizione tutte le competenze e la capacità che abbiamo maturato nell’area della cybersecurity per aiutare i nostri clienti del settore automotive a rendere sicuro il loro business“, afferma Nulli.