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Gartner, così cambia il mercato dei software di sicurezza

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Gartner identifica quattro fattori che stanno trasformando il mercato dei software di sicurezza. Al centro gli analytics. I vendor dovranno imparare a integrare soluzioni smart

Il mercato dei software per la sicurezza è in profonda trasformazione, ne parla Gartner in occasione del Summit dedicato all’argomento. Secondo gli analisti quattro sono i fattori chiave cui si deve questa trasformazione in corso: l’utilizzo di advanced analytics (a), l’espansione dell’ecosistema di adozione delle tecnologie in modalità Saas (Software As A Service) e come servizio gestito (b), le prospettive di regolamentazione che allarmano le aziende perché direttamente collegate ai rischi sanzionatori (c), le problematiche di integrazione tra diversi prodotti e tecnologie (d)

Entriamo quindi nel dettaglio. 
Per quanto riguarda il primo punto, secondo Gartner entro il 2020 gli advanced analytics saranno integrati in almeno il 75 percento delle soluzioni di sicurezza. Si tratta di un trend inevitabile, anche perché queste tecnologie sono già adottate anche dal cybercrime. Le aziende hanno bisogno di soluzioni smarter, in grado di svolgere ricerche e analisi predittive e prescrittive. Si tratta di soluzioni sotto le quali lavorano in sinergia diverse tecnologie: euristiche, intelligenza artificiale, machine learning tra queste.

Wannacry - La schermata oramai famosa della richiesta di riscatto di Wannacry
Wannacry – La schermata oramai famosa della richiesta di riscatto di Wannacry

I vendor saranno sempre più impegnati a studiare con i loro clienti le prospettive di utilizzo di queste soluzioni, laddove i benefici possono essere davvero evidenti. 
Per quanto riguarda l’erogazione di software e servizi di sicurezza in modalità Saas, in una recente indagine di Gartner è già emersa la preferenza per questo modello, anche se restano in essere alcuni vincoli legati al supporto di prodotti legacy che sono ancora irrinunciabili. PIù facile invece l’immediata adozione per i business che nascono adesso, quindi costitutivamente digitali quando non già del tutto in cloud. 

Arriviamo al terzo punto, particolarmente delicato. Tutti gli effetti del GDPR entreranno in vigore il 25 maggio del 2018, ci sono già ora opportunità importanti per tutti i provider di sicurezza. Tanto più perché le sanzioni previste sono critiche e i board si stanno dimostrando sensibili al tema. Ai clienti serviranno prodotti e servizi in grado di offrire visibilità e controllo sui dati. I fornitori potranno e dovranno identificare i requisiti e le aree di intervento chiave.

Per quanto riguarda le problematiche di integrazione, infine, ci sono alcuni aspetti importanti da considerare. La capacità di acquisire e integrare soluzioni sarà una caratteristica critica per i grandi vendor. Si delineano nel panorama scenari in cui start-up e piccole aziende mostrano capacità di approccio innovative rispetto alle problematiche di sicurezza.

Integrazione e consolidamento saranno strategie importanti per guadagnare nuove quote di mercato, in nuovi mercati.
Così dalle acquisizioni ma anche dal consolidamento di prodotti simili in un unico marchio, e poi sfruttando economie di scala, si potranno raggiungere nuovi clienti e pensare a nuove sinergie di supporto e marketing.