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Citrix fa il punto sulla percezione della sicurezza

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Smartphone, tablet e cloud aiutano a lavorare meglio ma presentano anche rischi per i dati: un’indagine Citrix svela la percezione dei lavoratori italiani

Citrix ha condotto un’indagine su un campione di circa seicento lavoratori italiani che utilizzano quotidianamente PC, smartphone e tablet per le loro attività. Lo scopo era valutare la percezione che gli utenti hanno del problema della sicurezza dei dati in una fase di sviluppo del mercato e delle tecnologie in cui le imprese sono trasformate dalla mobility e dal cloud, arrivando anche a ripensare i luoghi di lavoro e i workflow.

Le strategie per la protezione dei dati personali
Le strategie per la protezione dei dati personal

Il problema, secondo Citrix, è che se il “luogo di lavoro” segue il singolo dipendente le aziende devono distribuire in maniera sicura dati e applicazioni, gestire questa flessibilità verso strumenti (tablet e smartphone) che sono sempre meno spesso di proprietà dell’impresa. “La praticità ci spinge sempre di più verso smartphone e tablet – ha commentato Benjamin Jolivet, Country manager di Citrix Italia, Southeastern Europe e Israele – ma siamo anche sempre più soggetti ad attacchi che potrebbero portare a una perdita di dati che l’azienda non si può permettere“.

Secondo lo studio il 73 percento del campione ritiene più vulnerabili le proprie informazioni oggi rispetto a quando non usava tablet, smartphone e servizi cloud. La percentuale sale all’83 percento per i Millennials, cioè la fascia demografica compresa tra i 18 e i 35 anni di età e che con Internet è praticamente cresciuta. Inoltre l’81 percento del campione è molto o abbastanza d’accordo con l’affermazione che i propri dati personali possano essere violati in qualsiasi momento e non fa tanta differenza che queste informazioni siano memorizzate su carta o in formato digitale su smartphone, tablet o PC. Va meglio per il cloud, che secondo il 54 percento del campione è un luogo sicuro dove salvare file e dati.

Le strategie per la protezione dei documenti di lavoro
Le strategie per la protezione dei documenti di lavoro

È chiaro che i propri dati vanno protetti, ma come? Per la maggioranza (64 percento) del campione la cosa migliore è evitare di condividerli, altre strade seguite sono il cambio frequente delle proprie password (36 percento) o l’uso di password specifiche per archiviare i documenti (33 percento). Più o meno allo stesso livello le percentuali di chi bada a proteggere i propri dispositivi con software di sicurezza aggiornati (35 percento) e di chi archivia i propri dati su dispositivi esterni (30 percento).

Il panorama non cambia molto se dai dati personali passiamo a quelli di lavoro. Il 43 percento del campione usa dispositivi esterni per l’archiviazione dei file o protegge i documenti con una password. Sono meno (37 percento) quelli che usano software di sicurezza approvati dall’azienda e solo il 18 percento usa servizi cloud. Il 14 percento del campione non mette in sicurezza in alcun modo i file aziendali.