Data storageEnterpriseSicurezza

Check Point sposa fattore umano e tecnologia per la Data loss prevention

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Durante l’evento londinese Check Point Experience 2010, la società ha annunciato la soluzione di Data loss prevention, l’estensione della tecnologia Secure XL a tutte le appliance UTM-1 e la nuova software blade, SmartEvent

La tecnologia sposa il fattore umano per prevenire l’invio di mail a destinatari sbagliati oppure l’invio di allegati a indirizzi, come Gmail o Libero, equivoci o al di fuori di indirizzi aziendali (data leak prevention). Questa è la soluzione di Data loss prevention annunciata da Check Point durante l’evento CPX 2010 (Check Point Experience 2010), tenutosi in questi giorni a Londra, evento al quale hanno partecipato oltre mille partner.

Check Point ha sfoderato la soluzione, anticipandone l’uscita qualche mese fa, riconoscendo il fatto che sul mercato ci sono già soluzioni in tal senso ma, l’intento della società era portare sul mercato una soluzione che, una volta avviata non desse ‘fastidio’ all’attività aziendale in corso.

L’approccio di Check Point tramite una software balde permette invece una gestione centralizzata e facile da attuare con poche ore di lavoro. E proprio sul software blade, che ha rivoluzionato l’architettura della sicurezza, una delle novità 2009, Check Point prosegue l’attività di sviluppo legandola proprio alla Data loss prevention. More, better e simpler security sono i termini dietro ai quali si sono dipanate le novità al CPX 2010.

Per quanto riguarda More “la novità – spiega Amnon Bar-Lev, vice president global field operationsriguarda la nuova area della Dlp. Questa della Data loss prevention non è solo un problema tecnologico ma anche di classificazione delle cause di errori e come questi si generano. Si pensi solo – chiarisce – che il 99% circa degli incidenti via posta elettronica sono capitati accidentalmente, si tratta, dunque, di educare anche gli utenti”.Paolo Ardemagni, regional director Southern Europe di Check Point, ribadisce il concetto che Dlp non è una novità. “Solo da poco si è presa conoscenza del problema con il proliferare di periferiche che hanno aumentato il flusso di dati punto a punto, poi le applicazioni consumer, come Facebook, sono entrati nelle aziende crenado problemi di banda. Check Point ha pensato di sviluppare la tecnologia basata sull’intervento umano e che usi la tecnologia Check Point”.

Il secondo termine da cui la società è partita per speigare la seconda novità è Better security. “Abbiamo capito che parlare di rilevazione non era più attuale, mentre molto di più parlare di prevenzione. Abbiamo quindi spostato l’attenzione ed esteso la tecnologia di accelerazione brevettata SecureXL a tutte le appliance UTM-1, potenziandone sensibilmente il throughput firewall. Ora, i clienti possono attivare software blade aggiuntive al fine di migliorare protezione e prestazioni con un semplice upgrade software alla versione R71”, spiega Bar-Lev.

Infine Simpler security, con l’annuncio di SmartEvent, una nuova software blade. Si tratta di  una nuova soluzione di gestione unificata della sicurezza che offre visibilità in tempo reale dell’evento attraverso svariati sistemi di sicurezza tra cui Firewall, Intrusion Prevention (Ips) Data Loss Prevention ed endpoint.

SmartEvent filtra la mole di log ed eventi di sicurezza quotidiani, mette in evidenza quelli particolarmente critici in tempo reale e consente agli amministratori di sicurezza di bloccare gli attacchi direttamente dall’interfaccia di gestione.

SmartEvent mette in relazione gli eventi registrati dalle diverse soluzioni di sicurezza (firewall, Ips, Dlp, endpoint, antivirus, ecc), presentandole con una vista unificata che evidenzia le criticità degli incidenti legati alla sicurezza.