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IBM spinge blockchain per la gestione delle identità digitali

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Un progetto con il mondo bancario canadese prevede blockchain come infrastruttura per verificare le identità

IBM ha portato avanti lo sviluppo di un sistema di gestione delle identità basata su blockchain e destinato al mondo bancario: dovrebbe debuttare ufficialmente in Canada entro l’anno per poi idealmente proporsi al resto del mondo. Il sistema nasce da una collaborazione con SecureKey Technologies, azienda canadese che già si occupa di sistemi di identificazione personale, e con alcune banche canadesi che lo stanno già testando.

Più in dettaglio, quello che IBM e SecureKey vogliono realizzare è una rete che condivida informazioni sulle identità digitali degli utenti, seguendo l’approccio dei ledger distribuiti di blockchain. Tecnicamente la rete si basa sul servizio Blockchain di IBM e quindi sulla piattaforma open source Hyperledger Fabric della Linux Foundation.

Il possibile impatto economico di blockchain sui processi delle istituzioni finanziarie
Il possibile impatto economico di blockchain sui processi delle istituzioni finanziarie

La scelta di questa piattaforma viene motivata da IBM dal fatto che permette di realizzare blockchain cosiddette “permissioned”, ossia in cui – semplificando molto – esiste un particolare controllo su chi possa partecipare alla gestione delle transazioni. Questa caratteristica rende il sistema più adatto a settori regolati da normative specifiche sulla tutela dei dati, spiega IBM.

IBM e SecureKey stanno comunque lavorando a un sistema che non sia solo legato al mondo bancario, anche se con una particolare attenzione per settori “sensibili”. L’obiettivo è realizzare una infrastruttura che gli utenti finali possano sfruttare per validare la loro identità nei confronti di qualsiasi servizio, una volta che questa è stata verificata la prima volta da una delle entità che appartengono alla rete.

Deloitte Consulting - Blockchain e le motivazioni all’adozione
Deloitte Consulting – Blockchain e le motivazioni all’adozione

Ad esempio, un utente inizialmente “dimostra” la sua identità alla propria banca e in questa fase si associano all’identità in sé alcuni attributi riguardanti lo stato finanziario dell’utente. Questi può poi decidere che tali attributi siano messi a disposizione anche di altre entità, ad esempio un’azienda che fornisce servizi energetici. Così facendo il processo di sottoscrizione di un nuovo contratto con tale azienda viene molto semplificato, perché le informazioni sull’identità della persona e i suoi “parametri” economici sono già disponibili e verificati.

IBM spiega che il sistema di verifica delle identità via blockchain dovrebbe essere semplice da usare per gli utenti finali. Il progetto canadese prevede l’utilizzo di un’app mobile attraverso cui innanzitutto accettare di far parte della rete e poi decidere quali informazioni personali condividere con quali entità per attivare nuovi servizi.