CyberwarSicurezza

Accenture, il 70% delle aziende a rischio sicurezza

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

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Solo una azienda su tre ha la capacità di monitoraggio adeguata per proteggersi da attacchi alla sua sicurezza. Lo evideniza Accenture Security Index che colloca l’Italia in undicesima posizione ma con buone performance nel 29% degli ambiti analizzati

E’ stata presentata da pochi giorni la nuova analisi sullo stato della sicurezza aziendale redatto da Accenture, l’ Accenture Security Index,  che  mostra come la  maggior parte delle aziende mondiali sia a rischio sicurezza e vulnerabile ai cyber-attacchi.
Secondo lo studio, realizzato in collaborazione con Oxford Economics, solo un’azienda su tre (34%) ha la capacità necessaria per monitorare le minacce,  mentre quasi i tre quarti delle aziende (73%) a livello globale non riescono né a  identificare né a  proteggere i propri processi e gli asset più importanti.

Accenture Security IndexLo studio, che ha coinvolto 2.000 professionisti in aziende enterprise,  con un fatturato annuo di almeno un miliardo di dollari (in 15 paesi e 12 settori) ha messo in evidenza non solo la necessità per le aziende di una analisi preventiva per definire le attività e gli ambiti più a rischio, ma anche la necessità di definire una strategia globale di sicurezza informatica che coinvolga tutto l’ecosistema in cui l’impresa opera.

Se si guardano le performance di sicurezza, l’azienda media presenta elevate performance solo in 11 dei 33 ambiti di cybersecurity analizzati: Regno Unito e  Francia sono  al primo posto nella classifica dei migliori Paesi per risultati in termini di cybersecurity,  con una media delle performance di sicurezza raggiunte elevate (pari al  44% degli ambiti analizzati, 15 su 33). “Il Regno Unito è al primo posto assoluto per il livello di collaborazione con soggetti terzi nella gestione delle crisi (52%) e per la comunicazione di incidenti informatici nell’ambito dell’allineamento all’interno dell’azienda (55%)” afferma lo studio.

In fondo ala classifica la Spagna, con aziende che raggiungono performance elevate solo nel 22% (in 7 ambiti su 33). L’Italia si difende all’undicesimo posto con aziende con il 29% di performance  negli ambiti analizzati (10 su 33) prima di Norvegia, Germania, Australia.

Accenture Security Index by industryPer quanto riguada gli Stati Uniti, che sono al secondo posto per creazione di una cultura della sicurezza (53%) e per la collaborazione tra soggetti nella gestione delle crisi (42%), la performance è nella media a eccezione di governance e leadership. 

Se si guardano i settori invece,  le aziende  delle comunicazioni hanno performance elevate in 11 ambiti ( tra cui la protezione e il ripristino degli asset chiave (49%) e il monitoraggio di minacce rilevanti per l’azienda (47%), seguite dalla banche e  dalle società che hanno la tecnologia come core business : queste sono le migliori in sette ambiti, tra cui la capacità di creare una cultura della sicurezza (54%) e il ripristino dopo incidenti informatici (48%).

Sebbene negli ultimi anni le aziende abbiano potenziato la propria sicurezza, il loro progresso in questo senso non è andato di pari passo con il grado di sofisticatezza raggiunto da hacker sempre più preparati e aggressivi in un momento storico in cui le tecnologie stanno esprimendo al massimo le proprie potenzialità portandoci in una nuova era industriale” –  ha dichiarato Paolo Dal Cin, Managing Director, Accenture Security Lead per Italia, Europa Centrale e Grecia –E’ necessario un approccio nuovo da parte delle aziende, che preveda un lavoro di analisi preventiva volta sia a ridefinire gli ambiti e le attività sui cui assicurare un livello di protezione adeguato, sia a stabilire i reali punti di debolezza su cui intervenire. Non bisogna poi tralasciare il fatto che oggi le aziende operano in ecosistemi digitali sempre più estesi. E’ quindi indispensabile implementare una strategia di sicurezza informatica che sia efficace lungo tutta la catena del valore in cui l’organizzazione opera”.

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