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Siemens, mondo reale e virtuale si incontrano nella Digital Enterprise

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

SLIDESHOW – La proposta Digital Enterprise di Siemens per l’evoluzione digitale della filiera industriale Italiana

Mancano pochi giorni all’apertura di SPS IPC Drives, la fiera dell’automazione di Parma che quest’anno vede la partecipazione di non pochi attori dello scenario IT, a sancire quel connubio tra manufacturing e digitalizzazione che non è più rimandabile e così importante per il nostro tessuto produttivo, anche nell’ottica Industria 4.0.

Facciamo il punto con Giuliano Busetto, Country Division Lead Digital Factory e Process Industries and Drives di Siemens Italia, forse nel luogo più carico di significato per questo traguardo 4.0 che è il Technology Applications Center (TAC) di Piacenza. Il centro tecnologico macchine utensili di Siemens è sia centro dimostrativo, sia vera e propria smart factory – dove si toccano con mano i vantaggi della sinergia tra software industriale e automazione -, ed è anche centro di formazione di alto livello per gli Istituti Tecnici come per le Università con le sue stazioni di simulazione macchina con Sinumerik, e il software di programmazione in ambiente virtuale Simutrain.

“Siemens si muove su un terreno di frontiera e allo stesso tempo di incontro tra il mondo reale e virtuale” – esordisce Busetto – “perché virtualizzare la fabbrica significa poter pianificare, osservare, valutare e intervenire sui processi e suoi prodotti prima che la fabbrica si metta in movimento, in un circolo virtuoso per migliorare l’efficienza del sistema, con più flessibilità, nell’era in cui accelerare il time-to-market è fattore critico”. Molto concretamente vuol dire, per esempio, poter disporre di una copia della macchina utensile reale, ma digitale, la cosiddetta Digital Twin, che simula perfettamente le caratteristiche e le performance di un processo produttivo sulla macchina per una linea di prodotti, in modo da anticipare poi la declinazione ‘reale’ e la messa in produzione, una volta concluso il ciclo precedente. 

Giuliano Busetto
Giuliano Busetto – Country Division Lead Digital Factory e Process Industries and Drives di Siemens Italia

La Digital Enterprise di Siemens va oltre. Nel portafoglio integrato di prodotti, soluzioni, servizi e competenze per fare incontrare mondo reale e virtuale c’è già anche un sistema operativo aperto per Internet of Things, in cloud, MindSphere, “quasi” una Platform As A Service, su cui è facile sviluppare applicazioni specifiche e verticali e sfruttare quelle già presenti (MindApps). L’obiettivo di Siemens è consentire di aggregare, analizzare le informazioni provenienti da diversi asset, per poi prendere decisioni sulla base di analisi predittive (Siemens si affida a Sap Hana).

Macchine Utensili a controllo numerico con Sinumerik per Industria 4.0 al TAC di Piacenza
Macchine Utensili a controllo numerico con Sinumerik per Industria 4.0 al TAC di Piacenza

Siemens porterà a SPS IPC Drives proprio questo percorso: con la macchina automatica di Easysnap Technology, che già rispetta i dettami dell’Industria 4.0. Si tratta di un’applicazione innovativa effettivamente realizzata seguendo un workflow 4.0 che comincia dalla realizzazione di un gemello virtuale, permette la prototipazione e la conseguente simulazione virtuale, ancora prima che inizi la produzione reale. Ingegnerizzazione, produzione, e poi monitoraggio e analisi per la valorizzazione di tutti i dati, tutto è  proprio all’interno di MindSphere.

La strategia di Siemens Digital Factory e PD

Proviamo quindi a fare un passo avanti e approfondire la strategia di Siemens con focus specifico sulle divisioni Digital Factory e Process Industries and Drives guidate da Busetto. Sulla scorta dei risultati finanziari, già annunciati, Busetto specifica come questa porzione dell’attività di Siemens valga circa un quarto delle attività totali, con prevalenza della divisione Digital Factory (ricordiamo anche tutte le altre divisioni che sono Healthineers, Mobility, Power and Gas, Wind Power (eolico), Energy Management e Building Technologies), ma Busetto sottolinea soprattutto il grande sforzo quantificabile in 5 miliardi complessivi investiti in Ricerca e Sviluppo, su un totale di 80 miliardi di fatturato.
Al centro resta il tema della digitalizzazione. La riorganizzazione delle divisioni di Siemens è stata fatta sì sulla base dei core business e cioè Elettrificazione e Automazione (ambito in cui Siemens guida il mercato) ma con ben chiaro, innestato nel core, il processo di digitalizzazione essenziale che parte dall’innovazione e dall’integrazione software. Al momento il software vale 3,3 miliardi in casa Siemens (più un miliardo che arriva dai servizi), ma cresce del 12 percento anno su anno.

E proprio in ambito software Siemens si è mossa con importanti acquisizioni dal 2007 ad oggi (le ultime sono CD-adapco e Mentor Graphics) con circa 10 miliardi di investimenti al punto da avere in pratica allineato il mondo fisico e quello virtuale per il rinnovo dell’industria manifatturiera. E così anche in Italia sono proprio le divisioni Digital Factory e PD a guidare la partita, osservate dal quartier generale che vede la realtà Siemens italiana come partner affidabile anche per aver portato l’esempio di Digital Factory declinato sul territorio così bene da essere indicati come numero tre al mondo, davanti anche agli Usa, dietro solo a Cina e Germania.

Le divisioni di Busetto si sono mosse rafforzando il posizionamento lungo la filiera a partire dai costruttori di macchina fino ai partner; con progetti innovativi nel mondo delle macchine per imballaggio; con un focus crescente in mercati chiave (Automotive, Aerospaziale) dove il filone della digitalizzazione è molto sentito, ma anche nel mercato Chimico. Inoltre sono state fruttuose le competenze legate ai temi di Industria 4.0, dove Siemens è parte attiva anche in ambito formativo, e infine con i servizi digitali  su Cyber Security, Iot, e Data Analytics.

Il tutto ha portato a una crescita superiore del 6 percento anno su anno. Parlano anche i progetti distintivi: Procos, il pastificio Rummo (con il retrofit del sistema di automazione in seguito ad alluvione per il ripristino della produzione e Ferrero (con la realizzazione di un nuovo magazzino del tutto automatizzato in Germania, grande il doppio di quello di Alba). Siemens DF e PD si muovono direttamente sui clienti più grandi, così come seguendo il concetto di filiera attraverso i partner (per esempio con Fiat).

Si è rafforzata la squadra (più cento unità tra il 2015 e il 2016), ma soprattutto Siemens ha messo al centro la Digital Enterprise Strategy sostenendola con una rete capillare di supporto sul territorio ai propri clienti di alto valore per quanto riguarda le competenze. Non solo, progetti specifici con Maserati, Lavazza, adidas, e appunto Easysnap allo stesso tempo hanno rappresentato un punto di approdo e una via virtuosa.

Siemens ha indirizzato per questi clienti il bisogno di richieste specifiche di prodotti anche in piccoli lotti, ma con un alto grado di personalizzazione. Una richiesta che richiede e prevede un’alta digitalizzazione della produzione, e che poi indirizza in modo virtuoso la trasformazione di tutta l’attività produttiva, evidenziando come l’integrazione e la digitalizzazione della catena del valore siano la chiave per restare competitivi. 

Siemens TAC Piacenza

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Macchine Utensili al Siemens TAC di Piacenza
Macchine Utensili a controllo numerico Sinumerik al Siemens TAC di Piacenza