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RAI, trasformazione digitale in corso, un nuovo ruolo per l’IT

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Massimo Rosso, Direttore ICT in Rai – Radiotelevisione Italiana, spiega come i cambiamenti nella modalità di fruizione di contenuti su web, mobile e social, stiano trasformando i processi interni di un operatore televisivo

In occasione di Digital Enteprise Forum a Roma, abbiamo incontrato Massimo Rosso, Direttore ICT in Rai – Radiotelevisione Italiana che ci ha raccontato come i cambiamenti sul fronte delle modalità di fruizione di contenuti sui nuovi canali web, mobile, social, stiano trasformando profondamente i processi interni di un operatore televisivo aprendo nuove opportunità da sfruttare.

Cambiano rapidamente le modalità di fruizione dei contenuti, con una transizione dai canali tradizionali (TV, stampa) a quelli nuovi (web, mobile e social). Cosa implica questo per un operatore televisivo?

Una volta che il contenuto è in formato digitale diventa molto più semplice renderlo disponibile su differenti piattaforme. Il tradizionale palinsesto televisivo, che ha caratteristiche ‘lineari’,  può quindi essere “frantumato”, permettendo ai contenuti di poter vivere in varie forme. Quello che cambia è che non si ha più un processo completamente lineare, in cui tutto avviene in un’unica dimensione spazio-temporale definita a priori: le possibilità di accesso si moltiplicano, le modalità di fruizione cambiano. Da una offerta televisiva cadenzata da orari prestabiliti e fruibile dal divano di casa si può oggi immaginare una offerta accessibile da diversi ‘device’ e in modalità e tempi a noi consoni. Rai inizialmente ha replicato sul web l’offerta editoriale televisiva realizzando molti siti ma oggi si preferisce “consolidare” l’offerta individuando nell’intrattenimento e nell’informazione i 2 macro generi di riferimento. Il sito Web e la App divengono le 2 porte di accesso. I formati sono quelli dell’offerta streaming live, contestuale a quella televisiva,  della catch-up TV, che permette di accedere ai contenuti televisivi dell’ultima settimana e il video “on demand” per accedere ai cataloghi. La disponibilità di nuove piattaforme abilita anche la possibilità di innovare pensando a nuovi formati per i quali il canale televisivo è una delle opzioni possibili.

Massimo Rosso CIO Rai
Massimo Rosso Direttore ICT Rai

Quali opportunità nascono quindi per la RAI? Quali saranno le conseguenze delle evoluzioni in corso?

Un aspetto importante da considerare è che nella storia del Media non si è mai verificata la tanto temuta cannibalizzazione da parte di un nuovo media rispetto a quelli tradizionali. La Tv è rimasta il principale Media in grado di costruire eventi che aggregano milioni di persone, 11 milioni di telespettatori per il debutto di Montalbano o per Sanremo 2016. Contestualmente quello che si osserva è la crescita del fenomeno del Second Screen, il fatto che le persone sono contemporaneamente davanti alla TV e attive con dispositivi come smartphone o tablet, contribuendo a creare conversazioni sui social legate all’evento televisivo. Da qui nasce una grande opportunità per l’IT dell’operatore Media, che ha la possibilità di costruire una nuova Business Intelligence oggi molto più aperta alla comprensione dei fenomeni esterni, degli orientamenti dei telespettatori. Importante però che i Big Data sugli utenti siano resi disponibili in maniera da sviluppare opportune analitiche a supporto delle decisioni dell’Azienda e derivare vantaggio competitivo.

Come stanno cambiando le modalità di costruzione di programmi e contenuti televisivi?

Sempre di più i programmi sono resi disponibili su più canali. Come già accennato, oggi un programma televisivo non si esaurisce più nel momento in cui va in onda, in modo effimero e senza lasciare traccia, ma continua a vivere, sui social o sul web, dove si cristallizza, genera discussioni, rimane a disposizione per tempi molto più lunghi. In aggiunta, tutto il lavoro svolto per preparare un programma, ovvero i contenuti redazionali, le interviste, le ricerche ed indagini giornalistiche, possono diventare contenuti da mettere a disposizione su Internet. Vanno poi considerati i feedback degli utenti, estratti dai siti social, dai blog e dal web opportunamente analizzati e consolidati. La stessa costruzione di contenuti e programmi beneficia oggi della possibilità di conoscere meglio tendenze e preferenze del pubblico. Alcuni programmi includono nel momento in cui vanno in onda questa interazione a due vie, mettono in primo piano le discussioni dei telespettatori.

All’interno dell’organizzazione,  quali sono gli impatti e le trasformazioni da tener presente per sfruttare appieno le nuove opportunità?

Il singolo programma o evento può diventare un grande catalizzatore di interesse su un tema specifico, a cui partecipano in alcuni casi milioni di persone. Da lì diventa possibile far scaturire e orientare delle discussioni che si sviluppano con vita propria. Analizzandole si costruiscono indicatori che diventano fondamentali per la costruzione di nuovi contenuti. L’IT ha quindi un ruolo nuovo e molto importante nell’identificare e costruire le analitiche più opportune, e nel trasferire questa conoscenza alle altre divisioni, al marketing, alla produzione, alle relazioni esterne. Sono tutte aree molto impattate e con cui è importante collaborare. Con riferimento alle analisi, l’approccio deve essere di “ Serendipity “, agnostico e aperto alla possibilità di fare “per caso” utili ed impreviste scoperte, volte a comprendere nuove fenomenologie e comportamenti delle persone. Anche per queste attività vale quanto detto prima: non sostituiscono le precedenti ma si aggiungono, in modo che chi costruisce i programmi possa valutare tutte le diverse fonti informative, dall’Auditel, al web, ai social.

A cura di Elena Vaciago, Associate Research Manager, The Innovation Group