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Qwant, il motore di ricerca europeo che rispetta la privacy

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Qwant sbarca in Italia con gli uffici commerciali a Milano, ma intanto cresce. Il modello di business si basa su partnership e pay-per-clic, garantita la privacy e risultati di ricerca uguali per tutti

E’ nato in Francia, ma ora ha una sede commerciale anche a Milano, ed è guidato da Fabiano Lazzarini. Parliamo di Qwant, il motore di ricerca che vuole distinguersi dagli altri perché mette in primo piano il rispetto della privacy.

E così il progetto che nel 2015 ha goduto del contributo di circa 25 milioni di euro da parte della Banca Europea e ora ha visto l’ingresso nel capitale di realtà come la Caisse des Dépots transalpina (con 18,5 milioni di euro) e di Axel Springer (con 3,5 milioni), sbarca nel Bel Paese con l’obiettivo di arrivare al 5 percento di market share internazionale, entro il 2020 dopo gli esordi promettenti nel suo Paese di origine e in Germania.

Sarebbero 2,6 miliardi le richieste ricevute nel 2016 dal motore, con una crescita del 100 percento anno su anno (ovviamente anche per la base limitata di partenza) e una base di circa 21 milioni di utenti in trenta Paesi. Un’alternativa comunque europea allo strapotere di Google.

Alternativa, Qwant, basata sul rispetto degli utenti, sviluppata su tecnologie già verificate dalle Autorità Francesi per la protezione dei dati personali, tecnologie che non farebbero uso dei cookie e dei dispositivi di tracciamento, con la promessa di risultati imparziali. Non solo motore di ricerca, comunque: Qwant ha già anche una declinazione per i piccoli – Qwant Junior – c’è poi Qwant Music e l’app Qwant Mobile per Android e iOS. 

Fabiano Lazzarini, Country Manager Qwant
Fabiano Lazzarini, Country Manager Qwant

Qwant è nata in verità ancora due anni prima, nel 2013 dall’idea di Eric Leandri e Jean Manuel Rozan, il primo imprenditore IT esperto di sicurezza, e il secondo ex commerciante; il motore presenta tante idee mutuate dai social per esempio quella degli aggiornamenti in rapida evoluzione con risultati molto diversi anche da un giorno con l’altro, e soprattutto ha la capacità di sfruttare categorie di ricerca (non directory) che includono anche i Twitt. Il sistema alla base, il motore si chiama Iceberg.

Gli utenti possono inoltre personalizzare la modalità di visualizzazione dell’home page, sicuri che indipendentemente da chi sono essi otterranno gli stessi risultati quando porranno lo stesso quesito al motore.

Un modello di business quindi molto più coraggioso rispetto a Google, un modello in cui le partnership e la proposizione di pubblicità non potranno avvalersi del valore che hanno le profilazioni personali, ma solo del vecchio modello pay-per-clic tramite la piattaforma Zanox e con accordi specifici con alcuni servizi tra cui eBay e TripAdvisor. Vedremo nel tempo se sarà un modello sostenibile, mentre la buona volontà è già evidente considerato che Qwant ha rilasciato il codice sorgente per la verifica di terze parti.