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Gartner, l’Iot cambierà il concetto di Smart City

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Gartner prevede che gli oggetti connessi per abilitare i progetti delle città intelligenti già nel 2017 saranno 380 milioni e nel 2020 1,39 miliardi. Interessanti le interazioni tra i benefici pensati per uno specifico e i possibili effetti positivi anche su aspetti macro, come il clima

In occasione di SAP TechEd 2016 a Barcellona abbiamo assistito a un’interessante demo per cui, grazie alle tecnologie, già oggi a disposizione, e ai dati dell’Agenzia Spaziale Europea sarebbe stato possibile analizzare per ogni punto del territorio il rischio degli innalzamenti delle temperatura in un determinato periodo di tempo, dati che si sarebbero potuti incrociare con una serie di altri fattori e indicatori, fino ad avere – in tempo reale – la previsione attendibile dei costi reali nel caso in cui effettivamente fosse scoppiato un incendio.
Non si tratta più di scenari di fantascienza al punto che Gartner, proprio in occasione del Symposium/ITxpo 2016, che si conclude oggi a Barcellona, prevede che nel 2020 per oltre la metà di quelle che saranno vere Smart City i sistemi di controllo e gli indicatori sui cambiamenti climatici, resilienza e sostenibilità saranno obiettivi irrinunciabili.

COP 21 - Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici. Si è tenuta a fine 2015
Per Gartner IoT e le Smart Cities contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi COP 21 – La Conferenza delle nazioni unite sui cambiamenti climatici. Si è tenuta a fine 2015 a Parigi

I cosiddetti Key Performance Indicators, più semplicemente gli indicatori di performance, nella nostra lingua, saranno sfruttati per il controllo delle emissioni gassose e nella valutazione di una svariata tipologia di parametri. La tecnologia IoT abilita il raggiungimento degli obiettivi riguardo le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, e anche in Europa si assiste a una vera e propria corsa al riguardo, o meglio, non ha molto senso più pensare oggi a un progetto che non preveda da qui al 2020 l’utilizzo di sensori per cui proprio IoT abiliterà la realizzazione di vere Smart City.

Il modelli di analisi del traffico e dei trasporti pubblici da sempre sono al centro dell’attenzione in questo ambito e l’evoluzione delle infrastrutture dotate di sensori permetteranno di incrociare e possibilmente poi gestire o almeno analizzare con estrema precisione le variazioni di alcuni fattori climatici in relazione alla densità di circolazione dei veicoli. In questo ambito proprio al Symposium è stato citato il caso italiano della Firenze Card, che dimostra come l’organizzazione di un trasporto alternativo al privato può arrivare ad avere benefici positivi ben oltre il problema stesso che si sarebbe voluto affrontare inizialmente.

Dato certo è che la disposizione dei sensori, l’apertura agli analytics e la possibilità di scambio di dati tra sistemi eterogenei restano fattori estremamente critici, anche per le città intelligenti. Nel 2017 Gartner quantifica che per fare funzionare le Smart City ci saranno oltre 380 milioni di ‘oggetti’ connessi e questo numero salirà a 1,39 miliardi nel 2020. Il 20 percento sul totale degli oggetti in IoT.  Si partirà dagli edifici commerciali e dai trasporti. Anzi, si è già partiti. Il caso Trenitalia con SAP è il primo esempio.