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Gartner: gli Open Data sono un’opportunità per i CIO della PA

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L’evoluzione tecnologica aumenta il numero di Open Data in condivisione, la PA può sfruttarli in molti modi

I CIO della Pubblica Amministrazione hanno davanti a sé una nuova sfida che, come sempre in questi casi, può essere vista anche come una opportunità. Al centro di questa sfida c’è lo sviluppo tecnologico e sociale collegato agli Open Data e alle iniziative di Smart City: secondo Gartner i CIO dovrebbero sperimentare sempre di più in questo senso perché, se ben colta, questa è l’opportunità di riportare la PA al centro dell’innovazione per la società.

Secondo Gartner, infatti, “Man mano che i cittadini usano sempre di più la tecnologia personale e i social network per organizzare la propria vita, la PA e le aziende aumentano i loro investimenti in infrastrutture tecnologiche e di governance. Questo crea piattaforme aperte che permettono ai cittadini, alle comunità e alle aziende di innovare e collaborare, in definitiva di fornire soluzioni utili alle necessità civiche”.

In questa evoluzione Gartner prevede che entro il 2019 la metà dei cittadini che risiedono in città con oltre un milione di abitanti parteciperanno a programmi di Smart City condividendo volontariamente i propri dati. Il volume e la varietà dei dati condivisi continuerà a crescere con la proliferazione dei dispositivi consumer ma anche IoT. Alcuni dati saranno condivisi passivamente, ma nel tempo i cittadini acquisiranno una maggiore consapevolezza del valore delle informazioni e le cederanno proattivamente in cambio di un ritorno immediato.

open-dataLa condivisione delle informazioni deve però superare l’ostacolo della tradizionale complessità delle interazioni con la PA, distribuite su troppi punti di contatto. In questo senso Gartner prevede che i cittadini useranno sempre più frequentemente, ove possibile, non i sistemi classici (app e siti web) ma piattaforme conversazionali come i personal assistant virtuali e i chatbot.

Una conseguenza di quella che in ultima analisi è una ricerca di automazione delle interazioni sta nell’aumento molto rapido delle informazioni legate alle interazioni tra i cittadini e la PA. Informazioni che tra l’altro sono generate già in forma digitale e “leggibile” dai sistemi IT.

Questa mole di dati può trasformarsi in informazioni veicolabili attraverso portali di Open Data e utilizzabili subito da altri sistemi IT, cosa che oggi non è affatto scontata. In questo senso, spiega Gartner, “La città diventa smart quando i dati sono raccolti e gestiti in maniera da produrre flussi in tempo reale, non solo statistiche o report che guardano al passato”.

Da qui alla realizzazione di veri e propri marketplace di informazioni il passo è breve. Gartner stima che entro il 2020 il 20 percento delle PA locali genererà ricavi dalla vendita di informazioni a valore aggiunto. I fattori chiave per abilitare questa monetizzazione sono l’automazione e l’apertura: insieme devono mettere in grado i cittadini e le imprese di preparare i dati e rilevare i pattern significativi da condividere con la loro comunità o la loro organizzazione.