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Lenovo, passi avanti nell’High-Performance Computing

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Fase due di implementazione di Marconi con il Cineca per Lenovo che terminato l’installazione di un sistema Intel Xeon Phi Knights Landind a 3600 nodi interconnesso con Intel Omni-Path. Passi avanti anche nel consorzio OpenHPC e a metà 2017 la prima versione Lenovo Distribuited Storage Solution (DSS)

Nel mese di aprile di quest’anno Lenovo ha iniziato l’installazione del supercomputer italiano (Marconi) co-disegnato con il Cineca su piattaforma NeXtScale Lenovo e i processori Intel Xeon Phi, a maggio si è conclusa arrivando ai 1,7 Pflop/s (miglior sistema Intel Omni-Path). Ora in occasione della manifestazione SuperComputing 2016 negli Usa, l’azienda cinese annuncia di avere completato la seconda fase di implementazione, e aver abilitato la risorsa HPC affinché le risorse siano sfruttate per l’intelligenza artificiale. Significa aver terminato l’installazione di un sistema Intel Xeon Phi Knights Landing a 3600 nodi interconnesso con Intel Omni-Path a 100 Gbyte per toccare la potenza di 6,2 Pflop/s.

Lenovo nel mercato HPC è prima in Cina, e seconda nel ranking mondiale HPC per numero complessivo di sistemi installati. Prossimo obiettivo, direzione in cui si è già mossa anche IBM, è estendere i benefici delle risorse HPC a un maggior numero di utenti. Lenovo lo fa con Antilles, la nuova interfaccia grafica sviluppata per semplificare la gestione del sistema e con un nuovo DSS (Distribuited Storage Solution) per la scalabilità delle risorse di archiviazione. Nel primo caso  Antilles propone la grafica di un portale web come strato più alto di una suite di software di Infrastructure as a Service (IaaS) che integra le applicazioni OpenSource potenziate dalle configurazioni di Lenovo, oltre a plug-in e script per consentire l’uso immediato del software. I benefici più significativi sono la capacità di adattarsi all’utente che interroga il sistema (per esempio in ambito di analisi big-data), abbassando il livello di competenze necessarie.   

Supercomputer NeXtScale di Lenovo
Supercomputer NeXtScale di Lenovo

Marconi infatti è a disposizione dei ricercatori per poter utilizzare grandi moli di dati utili in discipline come la fisica, la chimica, l’astronomia, la medicina, e la  pianificazione urbanistica. E Marconi di CINECA ospita gli strumenti principali che gli consentiranno di diventare uno dei supercomputer più importanti per l’apprendimento automatico e di intelligenza artificiale al mondo. Vi si legge quindi l’impegno di Lenovo in ambito OpenHPC con il suo xCAT (Extreme Cluster/Cloud Administration Toolkit) per la gestione e il provisioning del sistema.

Per quanto riguarda lo storage, Lenovo ha presentato un nuovo sistema array ad alta densità, Lenovo D3284 JBOD, hot swap SSD e HDD, supporto per archiviazione dei file Software Defined. E’ possibile spremere il massimo dal nuovo Jbod con i server Lenovo SAN  grazie a alla famiglia di soluzioni scalabili DSS, per abilitare lo scale-out di file storage in ambienti con grandi volumi di dati. Il primo rilascio sarà Lenovo Distributed Storage Solution per IBM Spectrum Scale (DSS-G) con fino a 670 HDD per ogni RAID, attivando almeno 22 dischi per lo scale-out fino a 6 PB. DSS-G vede in alta densità e prestazioni I/O al top i suoi punti di forza e arriverà nella prima metà dell’anno prossimo.