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L’IT è fluida, i grandi restano forti solo se agili

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

L’IT fluida pervasiva e il cloud computing hanno cambiato i modelli di business. L’agilità e la capacità di adattarsi ai cambiamenti sono fattori essenziali per sopravvivere, ma non bastano

Ripercorrendo con uno sguardo attento gli ultimi anni IT è relativamente facile individuare alcuni rapidi cambiamenti di scenario per quanto riguarda il ciclo di vita di aziende e prodotti. A partire da quanto è accaduto sul mercato, questi cambiamenti si possono ricondurre a un unico modello: la lentezza nella trasformazione è il pericolo numero uno per la sopravvivenza delle aziende IT e non.

Se pensiamo al mercato mobile possiamo fissare alcune date che ci aiuteranno a comprendere meglio. Blackberry nel 2009 deteneva circa il 20 percento di marketshare tra i sistemi operativi mobile, ma nel 2013 si trovava già piantata al 2 percento. Windows Mobile nel 2009 era al 9 percento, Windows Phone nel 2013 al 4 percento. Entrambi i sistemi operativi oggi sono praticamente scomparsi con Blackberry allo 0,2 percento e Windows Phone all’ 1,1 percento.

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Office 365 come è oggi – Il primo annuncio è del 2010. Vero punto di svolta nella strategia Microsoft.

Android e iOs valgono rispettivamente circa l’80 percento del mercato e il secondo dal 17 al 20 percento (fonte Gartner). Al momento non sembrerebbe esserci spazio per altro, eppure in ogni momento lo si è pensato, eppure si sono visti dilapidati in poco tempo anche patrimoni importanti. Si pensi a Palm, a Symbian sistemi che sembravano in grado di soddisfare ogni esigenza in mobilità e che sono stati annientati anche da scelte aziendali insensate, che poi hanno portato tagli di personale e sacrifici. Quello che HP è riuscita a fare di Palm è semplicemente incredibile! Ed erano appena sei anni fa.

Lo stesso si può dire per Microsoft con i suoi Os mobile: era il 2009 quando HP e Microsoft potevano andare fiere del connubio HP iPaq con Windows Mobile 5.0. Sembrano ere geologiche fa e in parte lo sono davvero, se si pensa allo scenario odierno con Google che propone i nuovi smartphone Pixel come device per ‘catturare informazioni’ e alimentare i suoi data center in prospettiva AI.

Il cloud computing, rivoluzione in atto

E’ sbagliato però pensare che quanto è accaduto per i sistemi operativi mobile sia dovuto solo all’accelerazione del progresso di software e servizi. Infatti, se infatti proviamo ad allargare un pochino la prospettiva, ci accorgiamo che l’IT fluida è stata rivoluzionata dal cloud computing, con cui ha iniziato un’accelerazione impressionante.

Fino a tre anni fa abbiamo scandito il rilascio di un nuovo sistema operativo per i computer come “l’evento”. Oggi, e lo sta diventando anche per Microsoft, il sistema operativo è un servizio, per accedere ai veri benefici dell’IT attraverso app e servizi. Microsoft riconosce nel proprio Dna per crescere in futuro lo stretto legame tra sviluppo e cloud computing, e per altri aspetti (ma soprattutto per monetizzare) resta legata a modelli antichi.

Forte del dominio sul mercato, ancora oggi vende online il proprio sistema operativo Windows 10 Home a 135 euro e la licenza Pro a 279 euro, mentre è evidente che il core dell’azienda si stia tutto spostando in cloud, cui – per certi aspetti – si sono sacrificati anche i tentativi di rimanere competitivi nel mercato smartphone, settore in cui – possiamo dirlo – Nadella ha dimostrato di credere davvero poco. Addirittura ci sono colleghi oltreoceano che sostengono che oramai la trasformazione di Microsoft è arrivata a un punto tale per cui potrebbe fare a meno di Windows, ovviamente è un’iperbole quanto mai ardita, perché OS e browser rappresentano comunque la porta d’ingresso per fruire delle soluzioni in cloud e perché, le ragioni di cassa sono evidenti. Piuttosto nell’era dell’interoperabilità forse è destinato a pesare meno Windows Server, questo sì.

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Quello che veramente è cambiato nel corso di questi anni è stato proprio il riconoscimento delle potenzialità del modello open source, è questa probabilmente la svolta indiscussa e importante cui abbiamo assistito.

Basta guardare ai data center, al proliferare delle soluzioni Linux aperte quando si parla dei DB di prossima generazione, ai data lake, Hadoop, OpenStack… Anche in cloud però la sfida resta aperta e fluida, perché si stanno moltiplicando gli attori e l’agilità resterà un fattore di competizione importante. Google, Amazon, Microsoft, Facebook (si pensi all’apertura alle aziende con Workplace), IBM la cui immagine è sempre più associata ai progetti sull’intelligenza artificiale e Watson, e meno al suo passato/presente su ferro, HP che ha inaugurato la sua stagione ‘fluida’ proprio pochi giorni fa, tutti i giganti stanno vivendo un periodo di intensa trasformazione del proprio business. Da qui l’apertura ai progetti in ambito automotive, Ai già citata, analytics, con un denominatore comune che li vede tutti però all’opera su più comparti.

IBM Watson
IBM Watson

Tentando di prendere un po’ di distanza, per capire quale sia la ricetta migliore per il successo, non si può sostenere a tutti i costi che essere piccoli e agili sia garanzia di riuscita, così come non è vero che basta essere social e 2.0 o 4.0. Twitter, in vendita da tempo, non è stata ancora acquistata, l’intelligenza di pochi caratteri non si sposa con le intenzioni di chi vuole monetizzare e non si ferma semplicemente all’amore per progetti sobri che non fanno cassa e anche il valore delle informazioni che contengono i cinguettii non hanno evidentemente più valore di quanto non siano in grado di fornire altre fonti. Un’azienda e un progetto brillanti non bastano a tenere il passo se si è agili ma ci si trasforma e modella poco e al contrario chi è grande e con le spalle larghe se sa muoversi può guadagnare velocemente terreno, ma anche perderlo…