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Intel vs Qualcomm e Microsoft per i mobile PC con Windows 10

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

L’abbraccio di Microsoft e di alcuni vendor a Qualcomm e alla piattaforma Snapdragon 835 suscita la reazione di Intel che richiama al rispetto delle proprietà intellettuali su x86 ISA

Ancora in punta di fioretto, ma nemmeno poi tanto, il ‘battibecco’ tecnologico tra Qualcomm e Intel riguardo l’approdo sui mobile PC di Asus, HP e di Lenovo della piattaforma  Snapdragon 835 con Windows 10. Lo scenario è sotto gli occhi di tutti: fioriscono dispositivi di computing sempre più flessibili per dimensioni, peso e caratteristiche tecniche, ma soprattutto gli utenti ricercano possibilità di connettersi alla rete in ogni contesto di utilizzo.

La piattaforma Qualcomm è oggettivamente in grado di fornire in termini di potenza, dissipazione termica e prestazioni quanto serve a questi dispositivi per poter funzionare anche senza l’utilizzo di ventole, caratteristica non di poco conto nell’abilitare un’esperienza ottimale di utilizzo dei device in mobilità.

Fino a poco tempo fa si sarebbe potuto pensare che le problematiche relative alle applicazioni (architettura ARM vs architettura x86) fossero da sole state sufficienti a frenare qualsiasi velleità, oggi Intel che ha ceduto il passo nel comparto smartphone a Qualcomm, Samsung e Huawei, e non può accettare di perdere parte del mercato dei device per il computing in cui ha dominato il mercato in modo deciso negli ultimi venti anni (in verità quasi il doppio, pur in competizione più avvincente per i consumatori nel testa a testa con AMD negli anni duemila).

Intel, le nuove Istruzioni x86 e i relativi brevetti
Intel, le nuove Istruzioni x86 e i relativi brevetti

Da qui il “warning” a Qualcomm per quanto riguarda l’emulazione della tecnologia x86 ISA senza l’autorizzazione di Intel, ma intanto Microsoft ha bisogno a sua volta come dell’ossigeno di velocizzare il deployment della propria proposta su qualsiasi piattaforma, alla base stessa dei piani Windows Continuum, e in pratica annunciando il primo Windows PC basato su ARM, prossimo venturo questo anno, ha lanciato un segnale chiaro: non si mettono in discussione alleanze ataviche, ma allo stesso tempo non si possono accettare diktat tecnologici che possano frenare la strategia attuale. Microsoft non può permettersi di legare lo sviluppo delle proprie soluzioni a un’unica piattaforma, tanto più quando per alcuni device altre piattaforme sono sostanzialmente migliori. 

Non ci sono segreti: Intel ha commentato le mosse di Qualcomm in un blog ufficiale di Richard A. Uhlig, director degli Intel Labs, con il responsabile legale. In questo blog si ripercorrono i progressi tecnologici di Intel in ambito x86 ISA (SSE, SSE2,SSE3 e SSSE3, VMX, AES e MPE) e come sono stati difesi dai tentativi di emulazione non autorizzata. Non è un caso se viene espressamente citata Transmeta.  Il messaggio in poche parole dice che Intel non può accettare di buon grado che venga meno il rispetto di brevetti e proprietà intellettuale e che si aspetta che questo credo e rispetto siano condivisi.

Fino a qui nulla da dire, ma se è vero che l’alleato di sempre si muove per abbracciare nuove piattaforme, proprio per ‘stare’ meglio sul mercato, su qualsiasi device, con form factor e soluzioni software innovative, la strada migliore per Intel sarebbe davvero quella di prendere atto che alcuni segmenti sono comunque per i propri partner irrinunciabili, strategici e/o serviti meglio dai competitor.