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Indagine Fujitsu, l’innovazione digitale è un’opportunità ma preoccupa

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Secondo una recente ricerca Fujitsu l’innovazione digitale rappresenta per i manager del settore finance un’opportunità, ma non senza preoccupazioni. Già coinvolto l’88 percento delle aziende europee ma solo il 56 percento in Italia

Buona cosa l’innovazione digitale, tutti ne riconoscono l’importanza, e gli impatti positivi, ma cambiare in qualche modo vuol dire anche rischiare, e rischiare fa paura. E’ quanto emerge da un’indagine Fujitsu relativa ai dirigenti di aziende che, quando l’ambito è quello finance, già percepiscono come la propria azienda sia coinvolta nei progetti di innovazione digitale (98 percento in Europa, solo 56 percento in Italia), ma allo stesso tempo evidenziano, nel 64 percento dei casi, di vivere ansia da digital transformation, anche in questo dettaglio con un scostamento significativo del campione italiano per il quale questa percentuale si riduce fino al 36 percento.

La ricerca quantitativa Fit for Digital: Co-creation in the age of disruption  risale all’autunno del 2016 e ha riguardato 1180 C-Suite decision-makers di imprese di medie e grandi dimensioni del settore pubblico, dei servizi finanziari, della vendita al dettaglio e della manifattura, tra cui 250 intervistati dal settore retail. A livello geografico i partecipanti nella distribuzione per nazioni erano così distribuiti Stati Uniti (210), Regno Unito (156), Australia (152), Germania (152), Spagna (150), Francia (150), Italia (150), Finlandia (30) e Svezia (30).

Tre evidenze tutte italiane sulla Digital Disruption
Tre evidenze tutte italiane sulla Digital Disruption

Gli executive nel complesso hanno una visione positiva quando si parla dell’impatto delle innovazioni digitali nel business finanziario, la vivono come una sorta di “nuova normalità” pervasiva in ogni settore.
Ed è vero anche che il settore financial  si sta dimostrando più veloce di altri nel recepire le opportunità che la trasformazione dei processi permette, in un trend che è sentito come pervasivo dal 72 percento del campione , sia in Europa che in Italia, e che percepisce come ci sia da aspettare un cambiamento fondamentale nell’industria entro il 2021.

Sì, cambiano i processi e soprattutto quelli decisionali. Lo dice quasi la metà (47%) degli intervistati a livello europeo, e ben il 62% in Italia con il 97,5 percento di essi che dichiara come la propria organizzazione stia prendendo delle misure per affrontare il tema della digital disruption. Inoltre il 62 percento degli intervistati europei e il 70 percento di quelli italiani dichiara anche di prendere decisioni sull’innovazione in modo più sereno, come se ci si stesse un po’ abituando alla valutazione del cambiamento.

Tre imperativi per cavalcare la digital disruption
Tre imperativi per cavalcare la digital disruption

In Italia intanto quasi una realtà finance su due ha già investito in nuove tecnologie e competenze e cambiato la propria strategia. La velocità (intesa come reattività) è vista come fattore critico per riuscire a rimanere sul mercato, e in Italia il dato arriva addirittura al 91 percento. C’è comunanza invece tra Europa e Italia nell’individuare nelle richieste dei clienti uno dei driver più stimolanti.  

Innovazione digitale significa anche maggiore competizione non solo rispetto ai competitor, ma anche internamente. Lo pensa il 45 percento degli intervistati italiani quando valuta gli effetti interni, mentre il 63 percento afferma che la digital transformation abbia comportato una decisa spinta all’innovazione . 

Molto interessante, considerata la percentuale del 44 percento non ancora coinvolta nel cambiamento digitale, è la valutazione degli intervistati italiani che dichiarano come i principali ostacoli alla digitalizzazione, all’interno della propria organizzazione, siano stati la mancanza di investimenti (46%), la cultura interna (42%) e la complessità del cambiamento che si sono trovati ad affrontare (30%). 

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