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IDC, verso la Quarta Piattaforma

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Il senso della Digital Transformation e i ritardi italiani secondo le evidenze di Assintel Report e la lettura di IDC. Verso la DX Economy una rivoluzione di senso che richiede consapevolezza

La presentazione di Assintel Report 2018 è l’occasione non solo per inquadrare l’andamento del nostro Paese per quanto riguarda il mercato ICT e l’evoluzione della domanda di innovazione, ma sostanzialmente anche per comprendere i fenomeni di trasformazione in atto, come li vive il Paese, come sono vissuti dal resto del mondo. Così Stefano Epifani, docente di comunicazione all’Università La Sapienza di Roma, e Steven Frantzen, VP Emea Region IDC, oltre al valore numerico propongono una riflessione di senso.

Per Stefano Epifani la Digital Transformation dovrebbe rappresentare prima di tutto una sfida alla consapevolezza, sulla scorta del fatto che come “si vive l’innovazione” sia la prima domanda chiave per sviluppare dinamiche di opportunità. Secondo il docente se è vero che l’innovazione non è solo tecnologia è altresì vero che qualsiasi innovazione ha sfruttato un input iniziale tecnologico – basti pensare alla stampa – e ha subìto una reazione a volte di opposizione (in questo caso il copyright) – che sembrava vanificare il beneficio stesso della “rivoluzione”. L’indice DESI che analizza il livello di innovazione dei Paesi, al di là dell’ottimismo di Assintel Report 2018, pone invece l’Italia negli ultimi posti insieme a Romani, Bulgaria e Grecia.

Stefano Epifani - Docente di Comunicazione all'Università La Sapienza di Roma
Stefano Epifani – Docente di Comunicazione all’Università La Sapienza di Roma

Cloud computing, Social media, Smart device, Big Data, IoT, Blockchain, Robotica e Intelligenza Artificiale, rappresentano driver chiave. Bisogna capire perché. Stefano Epifani: “I social per la prima volta a livello globale hanno fuso la dimensione analogica (vita reale) e quella virtuale in una dimensione sostanzialmente nuova; IoT ha innestato la tecnologia nel DNA degli oggetti, che non sono più la stessa cosa di prima perché abilitano forme di esperienza completamente diverse rispetto a prima”.

Siamo invece ancora a una forma di consapevolezza primitiva, perché in Italia intanto, secondo i dati del Digital Transformation Institute il 59 percento delle nostre PMI si ritiene abbastanza “tecnologizzato”, salvo poi scoprire come il 30 percento delle nostre PMI che non si occupa di tecnologia non conosce del tutto cosa sia il cloud computing e il 50 percento cosa sia Blockchain nella sua più conosciuta applicazione con la valuta Bitcoin.

Per questo, e alla fine di dati Assintel Report 2018, fotografano di fatto questo in Italia abbiamo affrontato l’automazione di processo, stiamo pensando alla reingegnerizzazione degli stessi, ma siamo ancora lontani da una prospettiva vera di Trasformazione Digitale. Mentre infatti la vera Trasformazione Digitale impatta sulle organizzazioni in moodo esogeno, la semplice reingegnerizzazione è ancora strettamente endogena.

Spieghiamo in modo semplice: la Digital Transformation mette in condizione un’azienda di reagire all’evidenza dei prossimi anni per cui il prossimo competitor di una banca, non è detto sia un’altra banca, il competitor di un vendor di automobili non sia più un altro vendor di automobili e così via, con i clienti che non sceglieranno più i prodotti sulla base di criteri di valutazione consolidati. 
Per affrontare questo paradigma certo è evidente un problema di competenze, ma ancora prima sarà evidente e da affrontare quello della consapevolezza. 

Offre una veste scientifica alimentata dal conforto dei dati Steven Frantzen, SVP Emea di IDC, che introduce il concetto di DX Economy. IDC nel 2007 ha proposto per la prima volta con l’etichetta di Terza Piattaforma l’idea di un’economia indirizzata dalle potenzialità di quattro pilastri tecnologici: mobile, big data/analytics, cloud e social.

Steven Frantzen - SVP Emea IDC
Steven Frantzen – SVP Emea IDC

Con DX Economy indica oggi la successiva fase di innovazione e trasformazione in evidente accelerazione per i prossimi cinque anni. Si tratta in parole molto semplici dell’economia che effettivamente mette al centro delle strategie di crescita e innovazione la Digital Transformation.

Gli acceleratori saranno le interfacce naturali, la robotica, la stampa 3D, Iot, i sistemi cognitivi, la sicurezza next-gen. La combinazione di questi fattori consentirà un incremento dei ricavi anche del 50 percento. In questo scenario a livello globale siamo già dentro, ma si svilupperà da qui al 2025.

Alcuni dati. Entro il 2020 un terzo dei Ceo e Coo della classifica Fortune 500 avrà trascorso almeno cinque anni del proprio percorso professionale alla guida di dipartimenti tecnologici aziendali, mentre il 70 percento dei CIO sarà pienamente consapevole dei limiti dell’IT tradizionale da qui al 2019. In accelerazione, considerato come chi abbraccerà il modello DevOps da qui al 2018 si conquista la possibilità di rilasciare il 50 percento in più di applicazioni in un anno. AR e VR sembrano ancora lontane dalle strategie di marketing dal nostro tessuto, eppure secondo IDC un quarto delle consumer company hanno già abbracciato queste tecnologie come strumenti strategici per il marketing.

IDC - Gli acceleratori, oltre la Terza Piattaforma
IDC – Gli acceleratori, oltre la Terza Piattaforma

Così mentre un terzo delle nostre PMI non tecnologiche non conosce ancora il cloud computing, il cloud computing è già arrivato alla fase due. Frantzen: “Nel 2020 il 45 percento delle aziende europee vedrà il proprio business completamente centrato sul cloud (infrastrutturale e Saas), con Industry Collaborative Platform in piena crescita”.

Questo non senza criticità su almeno quattro temi: uguaglianze e divari, problemi di impiego, ed etici, sicurezza e privacy. Nelle trasformazioni economiche della nostra storia ci sono sempre state, ma è pure vero che mai come ora potenzialmente si avrebbe la possibilità di governarle, a volerlo fare.

Per saperne di più leggi: Assintel Report 2018, cresce l’IT ma si fa Digital Transformation al risparmio