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IBM 5 in 5, quando l’innovazione cambia la vita

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

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IBM Research snocciola le innovazioni scientifiche in grado di cambiare la vita delle persone. L’intelligenza artificiale come fattore abilitante

IBM 5 in 5 può essere definita come una lente di ingrandimento puntata sulle novità scientifiche da Big Blue e ogni anno rappresenta un indicatore rilevante su quali sono le innovazioni che potenzialmente cambieranno il modo di lavorare, vivere, interagire delle persone. IBM Research dedica a questo studio un mini sito che tout-court può essere di anno in anno illuminante su cosa accade al “pianeta-uomo”. E’ oramai un appuntamento decennale quello di 5 in 5, nato anche come tavolo di discussione per comprendere meglio cosa sia effettivamente rilevante e cosa no.

Per esempio nel passato IBM 5 in 5 ha ben messo in luce il ruolo delle smart-cities, come il touchscreen avrebbe cambiato il modo di vivere la tecnologia, e ancora che il DNA sarebbe entrato nella ‘routine’ delle analisi mediche in forma preventiva. Ecco, quest’anno – per esempio – proprio in ambito medico, IBM 5 in 5 legge come veri e propri laboratori ‘on-a-chip’ monitoreranno marcatori biologici e particelle piccole nell’ordine dei nanometri per individuare subito le patologie, oppure ancora come i sensori intelligenti rileveranno l’inquinamento ambientale in tempo reale, ma ancora più suggestive sono le visione relative alle potenzialità dell’intelligenza artificiale per cui persino le nostre parole, potranno essere utilizzate come “uno” dei tanti indicatori dello stato di salute mentale, mentre le tecnologie di hyperimaging abbinate all’intelligenza artificiale potenzieranno le nostra vita e saranno utilizzabili in determinate circostanze critiche. 

IBM Watson
IBM Watson

IBM 5 in 5 non è stilata però da visionari che proiettano suggestioni ma si basa sull’analisi di trend effettivi sociali e di mercato, sull’analisi fine di tecnologie emergenti, sviluppate anche dai laboratori IBM che resta l’azienda con il maggior numero di brevetti depositati al mondo. Partiamo allora proprio dall’ultimo trend che abbiamo citato.

Si riferisce alla possibilità di potenziare l’osservazione delle immagini attraverso gli strumenti in grado di leggere lo spettro elettromagnetico per esempio per ispezionare le cavità dei nostri organi, o semplicemente per controlli di sicurezza negli aeroporti, sia in aiuto degli aerei che devono atterrare con la nebbia, sia per i bagagli.

IBM 5 in 5 e l’Hyperimaging

Queste possibilità, intendiamoci, già esistono, solo che in tanti casi gli strumenti sono costosi, ecco che invece nei prossimi cinque anni le tecnologie di Hyperimaging abbinate all’IA permetteranno di estendere il dominio ben oltre combinando molteplici bande dello spettro elettromagnetico per ottenere informazioni preziosi a un costo di tante volte inferiore. Un’immagine davvero suggestiva delle potenzialità dell’hyperimaging: questo tipo di ‘vista potenziata’ su un farmaco o un assegno bancario potrebbe rivelarci se sono presenti aspetti illeciti che non conosciamo, rendendo visibile ciò che in passato era impossibile da percepire.

L’IA contro l’Alzheimer

L’intelligenza artificiale (IA) che analizza il linguaggio per individuare con maggiore precisione patologie in relazione con la compromissione delle funzioni cerebrali è un altro interessante ambito analizzato da IBM 5 in 5. Malattia di Huntington, Parkinson, Alzheimer sono malattie sempre più diffuse, con dati statistici che indicano come il costo dei trattamenti per i disturbi che coinvolgono la psiche è superiore a quello del diabete, delle patologie respiratorie e delle neoplasie  e proiettato a raggiungere i 6 mila miliardi di dollari all’anno solo negli Usa (nel 2030).

Ecco, l’analisi con nuovi sistemi cognitivi delle “ricorrenze peculiari” permetterà di fornire segnali in modo da aiutare medici e pazienti a prevedere e monitorare le patologie in modo più efficace. Secondo gli scienziati IBM potrebbero essere sufficienti circa 300 parole per iniziare a prevedere la probabilità di psicosi nei pazienti e in futuro l’IA potrebbe essere utilizzata per supportare anche i pazienti affetti dai morbi citati, ma anche chi soffre di disturbi comportamentali.

Per esempio combinando le registrazioni audio con i rilievi provenienti da dispositivi indossabili e dai sistemi di diagnostica per immagini (risonanza magnetica ed elettroencefalogramma). Verrebbe proprio da dire che il futuro sta iniziando solo ora a stupirci veramente. 

QUIZ: Pensate di averle viste già tutte e di conoscere bene la storia di Big Blue? Mettetevi alla prova!