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GDPR, metà delle aziende è ancora senza un piano di azione

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Una ricerca SAS rivela come il GDPR possa rappresentare driver virtuoso per migliorare la governance sui dati, ma intanto meno della metà del campione dichiara di avere un piano strutturato per approdarvi

Risalgono alla primavera di quest’anno 2017 i dati raccolti da un sondaggio SAS a livello globale sul tema del regolamento GDPR, sondaggio basato su un campione di 340 dirigenti aziendali di diverse industries e aree geografiche. Ora i dati sono raccolti in un ebook elettronico facilmente scaricabile ed evidenziano il persistere di non poche criticità di processo nell’avvicinamento alla data di maggio 2018, quando il regolamento sarà pienamente operativo e con esso le relative sanzioni.

L’aspetto più positivo dell’entrata in vigore invece è direttamente collegabile ai potenziali vantaggi del GDPR oggettivamente riconosciuti dal 71 percento degli intervistati, proprio in relazione alla sfida legata alla governance dei dati. Ben il 37 percento delle organizzazioni, per esempio, ritiene che le proprie capacità informatiche miglioreranno proprio in seguito agli sforzi di adeguamento, mentre.

Le aziende ritengono inoltre che l’impegno investito nel processo di conformità si rifletterà positivamente su tutta la catena delle relazioni, in primis quelle con i clienti al punto che il 29 percento delle organizzazioni ritiene che la soddisfazione dei clienti aumenterà proporzionalmente.

SAS GDPR - Qual è la sfida piu' importante nel prepararsi al GDPR
SAS GDPR – Qual è la sfida piu’ importante nel prepararsi al GDPR

Insomma, quando ci si arriverà ci saranno benefici per tutti, ma intanto meno della metà (45 percento) delle aziende intervistate ha al momento un piano strutturato per adeguarsi, con il 58 percento del campione delle aziende che dichiara di non essere del tutto consapevole delle conseguenze e il 66 percento appena di chi ha in essere un piano di adeguamento pensa sarà in grado di soddisfare appieno i mandati del regolamento.

I dati migliorano quando l’azienda è di grandi dimensioni, si registra più consapevolezza allora rispetto ad appena il 37 percento delle aziende di piccole dimensioni. Significativo tuttavia il fatto che solo il 24 percento delle realtà si avvalga della consulenza esterna. Il problema del pieno controllo sui dati rimane comunque centrale e critico.

Infatti, per il 48 percento degli intervistati, la ricerca dei dati personali all’interno dei database rappresenta una vera e propria sfida e il 58 percento dichiara di avere proprio problemi di gestione di portabilità dei dati e di cancellazione degli stessi. Tratto comune: più l’azienda è di grandi dimensioni più aumenta la fatica per trovare i dati archiviati.

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