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Ferraris (Italtel), la criticità di IoT non sarà la tecnologia ma la semantica dei dati

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

MWC 2017 VIDEO – Le tecnologie per i Big Data e IoT ci sono ma i clienti chiedono come dare significato ai dati e hanno bisogno di acquisire una cultura dei processi. La prospettiva di Italtel

Ben in mostra alla fiera di Barcellona nella casa di Italtel quest’anno abbiamo trovato interessanti e compiuti i progetti relativi a Internet of Things (con applicazioni in ambito healthcare, smartcities, gestione dei rifiuti e delle colonnine per la ricarica elettrica); alla qualità delle reti (testing dei servizi dei provider, videostream, ma anche soluzioni di big data analytics) e infine alla trasformazione delle reti, in questo caso un ambito di azione tradizionale per Italtel con i suoi Session Border Controller virtualizzati in grado di scalare verso il basso e un’interessante esperienza di deployment 5G. 

La visita è stata in verità ci ha permesso di incontrare Luca Ferraris, Head of Strategy, Innovation e Communication per Italtel. La prospettiva dell’azienda di Ferraris è chiara: “Ci sono le tecnologie, ma i clienti, nell’era IoT e 5G chiedono in verità come dare significato ai dati, come interpretarli. Al centro del futuro ci sarà  quindi sì la data science, ma anche la cultura dei processi”.

In Italtel convivono due anime coerenti con le esigenze del momento. Da un lato Italtel è un vendor di telecomunicazioni, sviluppa software in house, ha un centro di sviluppo interno, allo stesso tempo lavora come system integrator (in partnership con Cisco, per esempio). Non con una logica semplicemente ‘a prodotto’, piuttosto avvicina il cliente cercando di comprenderne le esigenze, scegliendo con esso le soluzioni (con componenti propri, dei partner, ma anche esterne) ma anche la strategia e soprattutto con le competenze per fare in modo che “l’insieme” funzioni.

Il Concept di Italtel per Data Science
Il Concept di Italtel per Data Science

Tra gli ultimi annunci di Italtel in pieno indirizzo con tutta l’edizione MWC 2017 (basta ripercorrere quelli degli altri vendor) ecco l’applicazione Virtual Transcoding Unit (vTU), vera VNF (Virtual Network Function) disegnata per l’Edge-Cloud, la porzione di rete più vicino all’utente, che ora offre numerose funzionalità ad alta elaborazione con riduzione della latenza nel trasferimento dei dati. Il punto di forza dell’applicazione è la possibilità di essere configurata su qualsiasi infrastruttura virtualizzata, sui micro-server con ARM v8 e in sinergia con Mobile Edge Computing.

In ambito analytics, invece, Italtel ha portato Itaca (Italtel Analytics Configurable Asset), per i service provider che hanno bisogno di valorizzare la mole di dati che hanno a disposizione; è basata su una serie di moduli per l’acquisizione, l’elaborazione, la registrazione e la visualizzazione delle informazioni. Itaca include la funzionalità Data Science che permette di arricchire il dato tradizionale con informazioni da fonti esterne, per esempio quelle provenienti da altri web service (social, blog, forum).

In video domande e risposte a Luca Ferraris, Head of Strategy, Innovation e Communication per Italtel.

(video girato con videocamera Canon Legria HF G30)

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