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SUSE OpenStack Cloud 7, supporto completo per Docker e container

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

SUSE OpenStack Cloud 7 è basata su OpenStack Newton e si propone con le funzionalità Container As A Service con il supporto completo per Docker

In una visione macroscopica sullo scenario dello sviluppo software è fin troppo facile vedere da un lato l’apertura di qualsiasi realtà (anche SAP all’ultimo TechEd) verso un approccio open, se non proprio in tutto e per tutto open source.
E’ impossibile infatti oggi pensare a soluzioni per l’era IoT e della Digital Transformation che non siano almeno del tutto interoperabili, meglio se aperte. Dall’altro cresce l’attenzione per i sistemi a container, che permettono di pacchettizzare applicazioni non all’interno di una macchina virtuale completa (e più dispendiosa) ma sfruttando di essa i pezzi che servono all’applicazione per fare il suo mestiere.
Ecco, in questo ambito SUSE ha appena annunciato SUSE OpenStack Cloud 7, piattaforma openstack pronta per la creazione di cloud privati come Iaas, basata su Newton, con a corredo le funzionalità Container, anch’esse in modalità As A Service – SUSE chiama questa caratteristica Caas – e con la capacità di effettuare upgrade senza soluzione di continuità nell’operatività e nell’erogazione dei servizi.

Arrivano quindi: il supporto completo per Docker sfruttando Kubernetes come ambiente per orchestrare i container, possibile ora grazie all’integrazione di OpenStack Magnum. Con la strategia Caas di SUSE è possibile progettare e realizzare applicativi e workload innovativi basati nativamente su cloud e supportare processi e ambienti DevOps. Per garantire continuità operativa arriva la protezione HA di workload e macchine virtuali, oltre a quella già presente sui nodi di calcolo, questo servirà a spostare le applicazioni critiche senza pensieri.

BYOH - Uno dei punti di forza della proposta SUSE. Ogni azienda può utilizzare l'hypervisor
BYOH – Uno dei punti di forza della proposta SUSE. Ogni azienda può utilizzare l’hypervisor che ha già scelto. E’ la strategia Bring Your Own Hypervisor

Si aggiunge l’integrazione OpenStack Manila con CephFS attraverso SUSE Enterprise Storage, che permette di vedere le risorse come storage unificato per far girare i flussi di lavoro su storage a blocchi, a oggetti a a file nel medesimo cluster. Infine aumenta la scalabilità per il deployment su più data center. In questo modo si può accedere a diversi cloud privati, gestendoli e controllandoli con un’unica interfaccia.

La soluzione, appena presentata a Barcellona, sarà disponibile per tutti a Dicembre e rientra pienamente nella strategia SUSE, come ha spiegato Joseph George, vice president of Solutions Strategy di SUSE: ” SUSE OpenStack Cloud nasce per lo sviluppo di nuovi workload nativi su cloud nell’era container e DevOps e permette di migrare verso il cloud un maggior numero di workload mission-critical”. 

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