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Tra 5G e WiFi, gli scenari per il futuro

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

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Prosegue il cammino verso il 5G, intanto Qualcomm integra il portafoglio prodotti lato networking e client per WiFi 802.11 ax. Si va verso la trasparenza delle reti, ma il percorso è lungo

Ci sono cinque scenari particolarmente promettenti se si parla di connettività. Il primo di questi è di sicuro legato all’approdo nel 2020 alle reti 5G (1 Gb), non necessariamente in ordine di importanza lasciamo scorrere a ruota l’effettiva implementazione di progetti IoT massivi, i miglioramenti di tutte le infrastrutture di rete già esistenti, l’automotive e la trasformazione del nostro modo di guidare e senza dubbio l’esperienza mobile.

Affianco a questi trend individuiamo, già sulla base dell’esperienza di tutti i giorni, una serie di criticità da superare: con un 5G senza rispetto pieno degli standard 3GPP possiamo assaporare alcune sperimentazioni, ma non serviranno quando il il 5 G sarà davvero necessario se non sviluppate all’interno del consorzio; il WiFi così come lo stiamo utilizzando nelle nostre case in .11 a/b/g/n/ac difficilmente riuscirà a supportare il numero crescente di dispositivi che si collegano al router domestico, anche per il proliferare di reti diverse in un unico condominio, per esempio, come per l’attuale possibilità di utilizzare due frequenze di banda (al meglio).

Fabio Iaione, Country Manager Qualcomm Italia
Fabio Iaione, Country Manager Qualcomm Italia – IoT efficiente e massivo e una connettività di qualità convergeranno necessariamente sulle reti 5G 

E ancora, pensate con l’arrivo dei dispositivi IoT anche in casa ai problemi relativi alla sicurezza e all’assegnazione di banda per device che magari sono destinati a richiederne pochissima mentre purtroppo l’infrastruttura domestica non è così sofisticata per assegnarne la giusta quantità.

E mentre si sviluppano nuovi veicoli, ancora sembra relativamente lontano l’obiettivo di uniformità nei sistemi di navigazione, pur partendo da piattaforme che sono destinate allo scambio di dati e quindi dovrebbero ugualmente agevolare in un’unica direzione anche l’esperienza utente.

Per alcuni di questi scenari e prospettive ci sono già delle soluzioni in campo. Abbiamo di recente parlato di WiFi 802.11 ax, ancora tra le soluzioni a 2,4 e 5 GHz, ma nato per affrontare proprio il problema degli affollamenti di device; conosciamo 802.11 ad (WiGig) a 60 GHz, si va verso 802.11 ay. Riguardo le soluzioni end to end Qualcomm ha introdotto IPQ8074 lato SoC per 802.11 ax e lato client con il SoC QCA6290 in pratica con un portafoglio per ‘chiudere il cerchio’ nel portafoglio 802.11ax lato rete e client.

Qualcomm - Evoluzione delle reti WiFi
Qualcomm – Evoluzione delle reti WiFi

Per il 5G, invece, la cui data di definizione non sarà oltre il 2020, ma probabilmente poco prima, con l’implementazione di applicazioni dedicate per alcuni eventi mediatici, ci sembra importante sgombrare il campo da qualche equivoco. Il 2020 per il 5G non sarà la data in cui accenderemo il cellulare e comparirà 5G invece che 4G. Questo aspetto, quello a cui in fondo ci hanno invogliato a guardare proprio gli operatori, il concetto di banda “illimitata” e velocissima,  è solo uno dei vantaggi della nuova tecnologia e nemmeno il più importante.

Qualcomm SoC lato network e client
Qualcomm SoC lato network e client

Il vero valore del 5G è legato alla possibilità di far convergere su questo standard, come in una sorta di imbuto, una serie di infrastrutture meno efficienti, con valori tecnologici insoddisfacenti, per offrire invece reali servizi migliorativi, prima di tutto proprio a chi le reti le deve fare. Il 5G per intenderci, ci stupirà molto di più per la riduzione delle latenze, per l’efficienza infrastrutturale complessiva, e soprattutto marcherà un confine ben preciso tra chi è destinato a rimanere indietro (a livello di sistema Paese) e chi potrà andare avanti.

Non è vero invece che ‘tutto’ sarà 5G, o meglio, che grazie al 5G non ci sarà più bisogno di reti WiFi locali e personali. Per la perfetta trasparenza in questo senso, per l’obiettivo di una connettività trasparente del tutto all’utente finale, magari collegato in WiFi ovunque ma inconsapevole di quale tipo di connettività ci sia a monte dovremo aspettare ancora un bel po’. Però è la direzione. 

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