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TIM: un 2016 con accelerata finale

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Complessivamente in calo il 2016 di TIM, ma a fine anno c’è stata un’inversione di tendenza

Il Gruppo TIM ha presentato i risultati finanziari relativi all’ultimo trimestre 2016 e quindi anche a tutto l’anno scorso. L’elemento di spicco è legato proprio ai risultati trimestrali, che hanno visto ricavi per 5,09 miliardi di euro circa: si tratta di una crescita del 5,1 percento in termini assoluti e dello 0,6 percento in termini organici, crescita che inverte un trend negativo che durava ormai da 18 trimestri. Per tutto l’anno 2016 si registrano invece ricavi per 19 miliardi di euro, in calo del 3,5 percento rispetto al 2015.

La parte cosiddetta Core Domestic è sempre quella che fa il giro d’affari prevalente di TIM: 13,9 miliardi di euro nel 2016 a cui poi si affiancano i ricavi di TIM Brasile (4 miliardi circa) e la parte wholesale internazionale di Telecom Italia Sparkle (1,4 miliardi, in crescita del 3 percento circa). Nel complesso la parte Core Domestic è restata stabile (-0,5 percento) rispetto al 2015, una stabilità che è il risultato di una crescita del business consumer (+1,6 percento anno su anno) e di una flessione di quello business (-4,4 percento).

tim-2015Il giro d’affari consumer è quasi equamente diviso tra mobile (3,76 miliardi) e fisso (3,58 miliardi). La prima parte è cresciuta del 4,5 percento grazie secondo TIM alla stabilizzazione del market share e alla crescita della spesa media degli utenti nei servizi di Internet mobile e intrattenimento digitale. In calo complessivamente il business del fisso (-3,4 percento) ma si sottolinea che negli ultimi trimestri c’è stata una ripresa dovuta all’aumento dei clienti broadband e ultrabroadband.

Il giro d’affari del segmento business è minore (4,5 miliardi di euro nel 2016) e la sua flessione è legata alla diminuzione della spesa in servizi. Stavolta è la parte mobile a non soddisfare, non perché gli utenti usino meno i loro smartphone e tablet ma perché usano formule “a pacchetto” che complessivamente fanno spendere meno. Anche la rivisitazione al ribasso dei prezzi per la PA non ha certo aiutato. Cala anche il fisso, ma questo sorprende meno e in prospettiva fa ben sperare la crescita (+3,1 percento) del business legato ai servizi cloud.

Flavio Cattaneo, amministratore delegato di TIM
Flavio Cattaneo, amministratore delegato di TIM

A margine della presentazione dei dati finanziari, TIM ha anche approvato un progetto per la creazione di una società dedicata allo sviluppo di nuove infrastrutture in fibra nelle cosiddette “aree bianche” o rurali. Si tratta di una società partecipata la cui maggioranza sarà detenuta da un socio finanziario ancora non identificato e la cui attività non comporterà maggiori investimenti di TIM rispetto a quelli già programmati.

La nuova società dovrebbe portare connettività a circa sette milioni di abitazioni di oltre seimila Comuni, usando architetture FTTC fino a 300 megabit, e rivendere poi servizi di connessione wholesale ad altri operatori. Grazie a questa nuova rete TIM ritiene di poter raggiungere la copertura del 95 percento della popolazione italiana con connessioni ultrabroadband già a metà 2018.