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Software AG, l’integrazione è la chiave dei servizi IoT

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Il software è al centro anche dei progetti IoT, ma serve una piattaforma aperta. Il Ceo e il Cto di Software AG dettagliano le strategie IoT in un evento internazionale a Roma, “Se i dati sono il vero petrolio, machine learning è la raffineria”. Il caso di Octo Telematics

“Vogliamo mostrare oggi che l’IoT sarà la prossima forza che guiderà l’innovazione e inventerà nuovi modelli di business.  Tutte le software company sono frutto del feedback che ricevono dai clienti e noi come tale, lavorando con aziende importanti nelle diverse industry, abbiamo raccolto il loro feedback per definire la nostra tecnologia in ambito IoT”. Esordisce diretto Wolfram Jost, Cto Software Ag, davanti alla stampa internazionale raccolta a Roma per un evento dal titolo inequivocabile “IoT e Intelligenza artificiale: il futuro digitale è  già presente”.  Ma nello stesso tempo mette sul campo le difficoltà che questo processo implica. Perché la concorrenza sul mercato è molto agguerrita e non offrendo Software Ag una piattaforma end-to-end, sa che deve abbinare all’offerta software anche l’aspetto consulenziale per costruire dei framework IoT assieme ai clienti.

Wolfram Jost, CTO Software AG
Wolfram Jost, CTO  di Software AG

“L’IoT è per noi un set di tecnologie software che monitora, controlla, ottimizza e gestisce vari tipologie di endpoint, di device – continua il Cto -. Sicurezza, costi, agilità, flessibilità, scalabilità e performance sono aspetti che devono essere presi in considerazione. Oggi il software viene utilizzato per la gestione degli endpoint attraverso una serie di app: tutti i device fisici alla fine hanno ‘un pezzo di software’ in grado di comunicare sempre lo stato del device, di permettere l’integrazione tra i dati e di supportare le nuove decisioni di business. Data source, integration, analytics e action sono i quattro passaggi che abilitano l’IoT”.

Diversi gli esempi di implementazione: analisi predittive, smart insurance, smart retail, connected health, smart grid. “Venti anni fa non eravamo in grado di mettere iI software sui device, oggi il gioco è  completamente diverso dal passato” continua Jost.  Entro il 2020 ci saranno oltre 25 miliardi di device IoT e i dati trasmessi da ogni persona saranno 1,7 Mb/sec (fonte World Telecommunication Standardization Assembly, 2016 ) che impatteranno su tutte le industry, dal  settore assicurativo, farmaceutico al manifatturiero.

Secondo Software Ag ci sono più di 400 vendor IoT nel mercato e nessuno di questi sarà in grado di gestire interi processi  end-to-end e diventare dominante. “Se si guardano i clienti, loro stessi stanno costruendo dei framework IoT che combinano software di diversi vendor senza logiche di lock-in – precisa Jost -.  Detto ciò la nostra piattaforma di digital business, per servizi IoT e di consulenza per costruire framework IoT, contiene servizi di IoT integration, IoT  analytics, IoT  Hub e IoT Modeling & Portfolio management”.

Karl-Heinz Streibich, Ceo Software AG
Karl-Heinz Streibich, Ceo di Software AG

Anche Karl-Heinz Streibich, ceo di Software AG,  sottolinea la centralità  del software nelle scelte delle aziende, soprattutto delle industry in cui i nuovi software possono rivoluzionare l’utilizzo dei device e rendere disponibili servizi di analisi dei dati in real time. “I C-level hanno una paranoia oggi – sostiene il Ceo -:  l’impatto delle digitalizzazione sul loro business, che implica la necessità di agire. Oggi i nuovi modelli di business vengono riscritti dal software e i ceo  devono pensare al software come strumento di innovazione (software first), poi fare prodotti smart e IoT”.  Questo implica evolvere da silos applicativi ad architetture di microservizi e per i fornitori di software proporsi come fornitore di un framework agnostico, che si adatta alla nuova generazione di business.

In questo scenario machine learning è la nuova frontiera: l’acquisizione fatta da Software Ag di Zementis a dicembre (un software di AI, machine learning e predictive analytic) risponde alla necessità  di potenziare il framework di base.  “Machine learning fornisce la capacità di analizzare i dati e di prendere decisione più velocemente, una combinazioni di elementi unica – precisa Michael Zeller, SVP AI Strategy & Innovation –. Se i dati sono il vero petrolio,  machine learning è la raffineria”.  

Un progetto IoT importante è quello realizzato da Octo Telematics,  provider in ambito assicurativo, che controlla a distanza le autovetture e che sta cercando di allargare il proprio raggio di azione anche ad altri settori, quali la sanità. “La piattaforma IoT di Software AG è  orizzontale con elementi comuni a tutti i mercati, essendo una piattaforma aperta – precisa Gianfranco Giannella, Coo di Octo Telematics -.  Il 60% dei soldi nel mondo IoT arriva dal comparto assicurativo, perché risk analityc è un ambito in crescita. Alla luce di queste considerazioni abbiamo riposizionato la nostra azienda, lavorando su sicurezza, modelli di business, piattaforma  IoT e  software perché fare soldi è un lavoro difficile, non è semplicemente avere una buona idea”.  

Cinque milioni di automobili  sono connesse al database di Octo Telematics oggi, in ogni geografia. “Il segreto del successo nel software è imparare dai dati e mettere quello che si è appreso nel la release successiva del software: abbiamo 136 miliardi di dati analizzati e 358mila incidenti registrati – continua Giannella -.  È davvero difficile essere un insurance telematic provider, perché è un lavoro schizofrenico, non semplicemente paranoico come diceva il ceo di Software AG. L’IoT è disruptive, con analisi di comportamenti diversi. Tutto quello che facciamo è analizzare i dati raccolti e ogni singolo pezzo può fare la differenza.  Abbiamo miliardi di dati granulari, abbiamo i migliori algoritmi per analizzare ogni singolo dettaglio (data, giorno, condizioni climatiche…), ogni incidente, ogni comportamento.  Noi ricostruiamo l’incidente quando accade: in 30 secondi riusciamo a capire  se è un incidente vero oppure no. I servizi di data analytic sono importanti. Per questo è fondamentale scegliere il giusto ecosistema, per questo le partnership come quella con Software AG si basano sulla condivisione degli obiettivi”.

L’intelligenza nei prossimi tre anni non sarà a livello dei dati ma risiederà nei servizi e questo alzerà l’interesse dei system integrator a valutare le piattaforme di IoT.