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QUIZ – Internet delle Cose, è una realtà o sono solo progetti?

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Nel futuro oggetti e infrastrutture saranno in grado di comunicare tra di loro, con l’intervento diretto dell’uomo sempre meno fondamentale. E’ la sfida IoT. Sei esperto in questo ambito? Mettiti alla prova con il nostro quiz

Non c’è ambito dell’Information Technology che non si possa definire legato a filo doppio con Internet Of Things (IoT). Dai sistemi di comunicazione 4 e 5G, con le grandi aziende di telecomunicazioni, ai vendor di server e storage, fino alle aziende che lavorano nell’ambito della sicurezza, la sfida di fare dialogare tra loro gli oggetti è del tutto aperta. I benefici sono enormi, i rischi anche.

Il kit Microsoft-Adafruit per sviluppare con Windows 10 IoT Core su Raspberry Pi 2
Inernet delle Cose – Il kit Microsoft-Adafruit per sviluppare con Windows 10 IoT Core su Raspberry Pi 2

Se infatti è molto comodo, per esempio, poter pensare a una città con le infrastrutture e i sistemi tutti interconnessi, per cui sono i singoli bidoni dei rifiuti a segnalare di essere pieni, e sono i frigoriferi a inviare messaggi ai loro padroni per comunicare che mancano latte e uova, si pensi ai rischi per la sicurezza legati alla delega alle macchine di tutte le infrastrutture critiche. Si pensi per esempio alla possibilità di manomettere i sistemi di controllo dell’erogazione dell’acqua, misurati in tempo reale direttamente a seconda delle richieste dell’utenza, a monte cioè fornendo informazioni errate a dighe e acquedotti.

Alcuni nuovi modelli di business abilitati dalle "connected car"
Alcuni nuovi modelli di business abilitati dalle “connected car”

O ancora alla possibilità di mandare in tilt la centralina di un’automobile da remoto. Il futuro con IoT non è certamente privo di incognite e rischi, né senza incertezze perché, per tanti progetti che nascono, pochi sono quelli veramente significativi, veri driver per il business. Giusto così, se ne fa più un gran parlare, rispetto a quelle che sono le realizzazioni importanti. Non è un problema, per il cloud computing è stato lo stesso e in questi anni finalmente il decollo. Come curiosità segnaliamo che in Italia l’ambito che al momento offre le soddisfazioni migliori è quello legato alle Smart Cities.

Quello che è certo è che Internet delle Cose sarà un business ricco, vale miliardi di dollari, coinvolgerà decine di miliardi di oggetti. EMC, Cisco, Ibm, Hp, CA, Google per tutti gli investimenti sono milionari. Tra le criticità, è importante segnalare quella relativa ai protocolli, agli standard di comunicazione tra gli oggetti. Se è scontata la possibilità di sfruttare la Rete, lo è meno trovare un ‘esperanto’ tra oggetti spesso molto eterogenei che devono comunicare.

Tutti parlano di Internet of Things e l’ambito industriale è uno dei settori applicativi più citati, ma si parla meno dei possibili problemi di interoperabilità fra i componenti di una IoT industriale e di come lo sviluppo di sistemi IoT abbia bisogno di una sorta di “lingua comune” per facilitare la collaborazione fra sviluppatori e tecnici che spesso operano in ambiti molto diversi. In ambito industriale questa lingua è probabile sarà Industrial Internet Reference Architecture, controllata dall’Industrial Internet Consortium, tra i fondatori vi sono IBM e Intel, ma anche General Electric e Cisco.

In campo industriale questa lingua comune dovrebbe essere la Industrial Internet Reference Architecture che è stata da poco ufficializzata dall’Industrial Internet Consortium (IIC), un’organizzazione che conta oltre 160 aziende membri e si focalizza appunto su tutto ciò che serve a favorire lo sviluppo e l’adozione di tecnologie legate al M2M, all’IoT e alle soluzioni analitiche collegate alla gestione dei dati provenienti “dal campo”. L’Industrial Internet Consortium è stato fondato circa un anno fa da AT&T, Cisco, General Electric, IBM e Intel.