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Manfredoni (Juniper Networks), reti aperte e scalabilità sui clienti la giusta ricetta

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

MWC 2017 VIDEO – Mario Manfredoni, country manager Juniper Networks, spiega l’evoluzione delle reti nell’era IoT, nell’era della Digital Cohesion

In occasione di MWC 2017 incontriamo Mario Manfredoni, country manager di Juniper Networks. E’ l’occasione per fare il punto su Juniper, sullo stato delle reti, sui cambiamenti in atto. La Rete attuale, come quella del futuro, deve essere una rete “aperta”,  esordisce Manfredoni, “recettiva e pronta all’integrazione di nuovi strumenti. I clienti richiedono flessibilità ed efficacia, le stesse tecnologie che nei prossimi anni cambieranno il nostro modo di vivere in un certo senso chiedono alle reti le medesime caratteristiche”. 

I clienti di Juniper Networks  sono service provider, enterprise, ma anche le medie imprese. In Italia il business di Juniper Networks è al 60 percento nel mercato dei Service Provider, con la progressiva estensione ai mercati più piccoli; punto di forza della proposta è secondo l’AD italiano proprio la capacità di innovare, la capacità di portare sulle infrastrutture di rete l’apertura, ma in sicurezza, che in casa Juniper Networks può essere identificata in SDSN, la visione end to end della rete sicura e protetta con la capacità di intercettare i pericoli interni ed esterni, bloccandoli il più vicino possibile a dove il pericolo si genera e sfruttando le potenzialità del computing distribuito.

Secondo il vendor, che opera nel mercato delle tecnologie a supporto di reti automatizzate e scalabil, viviamo un momento di Digital Cohesion. Da un lato si va verso la capacità delle applicazioni di autogestirsi in modo sicuro, adattandosi al comportamento dell’utente, dall’altro gli stessi dispositivi, i sensori, le applicazioni, finanche le reti, si compongono in un tutt’uno. Con le reti intelligenti che diventano strategiche nel favorire i processi applicativi di autoasemblamento per abilitare nuovi servizi.

L'architettura Juniper Unite con tutti i suoi possibili componenti
L’architettura Juniper Unite con tutti i suoi possibili componenti

Così, le funzionalità di machine learning integrate nei chip, sono destinate a favorire l’evoluzione applicativa in cloud, a patto di avere disponibili reti che a loro volta riescano ad assecondare l’erogazione di nuovi servizi, nemmeno on-demand, ma addirittura, nel futuro, in grado di autogenerarsi, proprio a partire dagli insights ottenuti sui dati di consumo. 

Nel 2016 Juniper aveva previsto in anticipo che l’80 percento delle reti in qualche modo avrebbe adottato una morfologia “open”. Ora lo scenario IoT dispiegato nelle sue potenzialità vedrà la partnership tra aziende tecnologiche che a volte, allo stesso tempo, su altre porzioni di business sono concorrenti. E’ l’automazione dei processi a richiederlo, la loro convergenza. A differenza di quella di cui si parlava circa 10/15 anni fa, ora è convergenza vera. 

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