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dotdot si offre come linguaggio universale dell’IoT

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Dalla Zigbee Alliance arriva dotdot, un application layer studiato per essere compatibile con le reti IP

Al CES 2017 non ci sono solo notebook e convertibili o rilanci di processori. Molti prodotti presentati alla manifestazione di Las Vegas sono prevedibilmente collegati al mondo Smart Home e più trasversalmente alle applicazioni in stile Internet of Things, il che spinge i più scettici a domandarsi quanto queste novità siano davvero interoperabili fra loro in maniera fluida.

Una possibile risposta viene proprio dal CES e dalla ZigBee Alliance. Il consorzio delle imprese che spingono ZigBee come tecnologia di connettività per i dispositivi Smart Home e “smart” in generale ha infatti presentato il suo candidato al ruolo di “linguaggio universale” per i dispositivi interconnessi. Si chiama dotdot e a Las Vegas si sono viste le sue prime applicazioni pratiche.

L’uso del termine “linguaggio” da parte della Zigbee Alliance non deve ingannare: dotdot non è un linguaggio di programmazione per l’IoT in senso proprio ma un application layer che definisce le possibili comunicazioni tra oggetti più o meno smart, indipendentemente dalla tecnologia di rete che li collega. Per l’Alliance la tecnologia preferenziale in questo senso è ovviamente Zigbee, ma non è l’unica.

La spesa in hardware per l'IoT (Gartner)
La spesa in hardware per l’IoT (Gartner)

A spingere dotdot dovrebbe però essere in primo luogo proprio la crescita di Zigbee come piattaforma di connettività per le applicazioni residenziali. Al CES 2017 sono stati presentati vari prodotti che adottano la versione 3.0 della tecnologia, parallelamente la Zigbee Alliance ha mostrato l’interoperabilità di dotdot con le reti IP della piattaforma Thread. Una combinazione naturale, si spiega, perché sia Zigbee sia Thread sono basate sul protocollo 802.15.4 per la parte radio.

Un application layer comune evita, secondo la Zigbee Alliance, le operazioni di conversione tra protocolli che servono per far convivere piattaforme IoT di produttori differenti. Invece di sviluppare nuove tecnologie o protocolli, l’adozione di dotdot viene considerata un vantaggio perché la tecnologia alla sua base è collaudata (è la ZigBee Cluster Library, o ZCL) e adottata già da centinaia di produttori.

Da questo punto di vista dotdot è il potenziamento della ZCL in modo da adattarsi a varie forme di reti basate su IP. Thread è la prima, potenzialmente dotdot potrebbe gestire anche qualsiasi rete e in particolare Wi-Fi, Bluetooth, Ethernet e NB-IoT. Di lavoro da fare ce n’è: anche se molti grandi nomi della domotica (Osram, Schneider Electric, NXP, Somfy…) hanno già prodotti dotdot dimostrativi, la ratificazione della tecnologia non è ancora finita e i primi prodotti certificati non li vedremo prima di fine 2017.