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IoT: il consorzio Thread punta anche alle applicazioni business

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Dalle case “connesse” agli smart building: è il salto che le aziende del consorzio vogliono far fare a Thread e alla connettività 802.15.4

Un’evoluzione naturale per i produttori che hanno già sviluppato oggetti da Smart Home e ora guardano al mercato “adiacente” delle applicazioni business come gli Smart Building: è così che il consorzio Thread Group spiega l’intenzione di espandere il campo di applicazione della tecnologia Thread dal mondo consumer a quello business. Nel concreto, questo significa consolidare le attuali specifiche tecniche di Thread per ampliarle con “estensioni” dedicate ad ambienti e profili d’uso più complessi.

Le estensioni riguarderanno ad esempio la sicurezza di livello enterprise o la creazione e la gestione di grandi sottoreti. Secondo il consorzio queste estensioni semplificheranno il lavoro dei professionisti che vogliono puntare su Thread – dagli installatori ai tecnici di rete – ma anche la vita degli utenti finali che vogliono aggiornare le infrastrutture dei loro Smart Building.

Thread è nato come protocollo per le Smart Home e non a caso il Thread Group si è sviluppato sulla spinta di Nest, l’azienda che viene considerata la prima ad aver sviluppato un termostato davvero “smart” e che ora fa parte di Google.

Lo stack di Thread
Lo stack di Thread

Tecnicamente Thread è un protocollo per il networking IPv6 pensato per la creazione di reti wireless mesh a basso consumo, in grado di collegare centinaia di nodi (idealmente oggetti smart) fra loro e con servizi cloud. Il principale risultato del lavoro del consorzio è stato definire la base solida delle specifiche Thread 1.1.

L’opinione di diversi membri del consorzio è che ora si possa andare oltre, in particolare lo pensano le aziende membri che operano già da tempo nel settore professionale e degli Smart Building, come possono essere ad esempio Schneider Electric, Osram, Crestron, Philips e Siemens.

L’idea è sempre quella di puntare su reti IP mesh a basso consumo, ampliando però il loro raggio di applicabilità al settore commerciale grazie alle competenze portate proprio dai membri “business” del consorzio. Il tutto, si spiega, mantenendo la compatibilità con le specifiche e i prodotti già definiti.