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Intel Xeon 7500: l’architettura Nehalem ottimizzata per la scalabilità

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Intel sta completando il passaggio all’architettura Nehalem con il debutto di Xeon 7500 e 5600. Ecco le caratteristiche dei nuovi processori

Intel sta completando il passaggio all’architettura Nehalem con il debutto di Xeon 5600 e 7500, gli ultimi chip Core, Xeon e Itanium a guadagnare Quick Path Interconnect. Ora sono pronti a sfidare le alternative di Advanced Micro Devices (Amd). Con la gamma Nehalem-EX, Intel ha ampliato la definizione di Expandable Server (di cui EX dovrebbe essere l’abbreviazione, come EP dovrebbe stare per Efficient Performance) fino a includere macchine a due e quattro socket e più grandi. Il nuovo processore Intel Xeon estende le prestazioni Mission Critical alla Fascia Mainstream.

Il più Veloce Chip di Intel di fascia enterprise per il Computing a elevate prestazioni (HPC) offre in media una velocità di elaborazione tre volte superiore alla generazione precedente e oltre 20 nuove funzionalità per l’affidabilità. I data center possono sostituire 20 server single-core con un solo sistema basato sul nuovo processore Intel Xeon 7500 series. Le oltre 20 nuove funzioni per l’affidabilità, e le prestazioni del processore Intel Xeon 7500 series a 16 thread accelerano ulteriormente l’adozione di sistemi server basati su architettura Intel per le applicazioni mission critical. I progressi nella scalabilità consentono nuovi design che vanno dalle piattaforme a due socket fino ai 256 chip per sistema. In ambito virtualizzazione, sui nuovi server la capacità di memoria quadruplicherà (fino a 1 Terabyte con le configurazioni a 4 processori); la larghezza di banda della memoria aumenterà di 8 volte.

Le tecnologie Intel Virtualization Technologies, che comprendono nuove funzionalità di virtualizzazione di I/O e Intel Virtualization Technology (VT) FlexMigration, consentono la migrazione live delle macchine virtuali su tutte le piattaforme basate sulla microarchitettura Intel Core, garantendo la protezione degli investimenti agli amministratori che intendono utilizzare pool di sistemi virtualizzati per agevolare la gestione di failover, disaster recovery, bilanciamento dei carichi, manutenzione ottimale dei server e downtime.